– Sono della Tuscia i campioni nazionali di potatura dell’olivo
Si è di recente concluso il campionato di potatura nazionale in Umbria, che ha visto un vincitore Lorenzo Camilli di Vetralla. Attualmente la Tuscia vanta diversi campioni, tra cui Luca e Mario Sanetti, ed il campione dei campioni, Adriano Menghi anch’egli di Vetralla, vincitore della gara dei campioni nazionali nel 2012.
Eddo Rugini, già preside della facoltà di Agraria e docente di Olivicoltura presso il dipartimento Dafne, spiega come nasce e come funziona la potatura.
Perché è nata questa esigenza di fare un campionato nazionale di potatura?
“Innanzitutto per una forte esigenza di migliorare la tecnica della potatura e di avere a disposizione manodopera specializzata per questa professione. Si osservano in tutta Italia oliveti potati molto male, che non possono esprimere a pieno la naturale potenzialità produttiva: piante con pochi o troppi rami a frutto e piante con uno scheletro molto voluminoso. Considerato che nei sistemi tradizionali di allevamento delle piante di olivo, la potatura rappresenta il costo più alto dopo la raccolta, andrebbero formati potatori abili che in poco tempo e da terra, con attrezzature adeguate, senza quindi l’ausilio di scale o piattaforme, possano eseguire questa operazione. Consideriamo anche che una buona potatura dell’olivo influenza positivamente non solo la quantità del prodotto, ma anche la qualità dell’olio.
Una gara comporta sempre uno stimolo a partecipare, soprattutto nei giovani, e quindi uno stimolo ad imparare. È fondamentale creare gruppi di professionisti che pian piano diffondono la cultura e la tecnica agli altri. La gara consiste nel potare 3 piante in un tempo di 30 minuti; una giuria ne valuta l’operato attribuendo un punteggio”.
Quali sono le caratteristiche di un bravo potatore?
“Anzitutto deve avere un minimo di preparazione teorica relativamente alla fisiologia vegetale applicata, conoscenza delle diverse varietà di olivi e la loro reazione in seguito alle pratiche colturali (irrigazione, concimazione, fertilità del suolo), all’ambiente, all’età e alla vigoria. Prima di iniziare a tagliare deve avere in testa come dovrà essere la pianta dopo l’intervento, tenendo conto anche delle piante vicine in modo che tutte le parti siano ben illuminate e ben arieggiate, per favorire rispettivamente la differenziazione a fiore per l’anno successivo e per ridurre l’incidenza delle malattie. Inoltre deve sapere che le olive nelle zone ombreggiate saranno più piccole e avranno un contenuto e una qualità dell’olio inferiore.
Non necessariamente tutti gli alberi debbono essere potati ogni anno. La potatura va adeguata all’età della pianta, nel senso che le piante giovani e quelle che hanno abbondantemente prodotto nell’anno precedente, dovranno subire una potatura più leggera. Inizierà con tagli dalla parte più alta e procederà verso il basso; eseguirà i tagli grossi prima di quelli piccoli, equilibrando le dimensioni delle branche e nell’ambito della stessa branca tra la parte alta e quella bassa della chioma. La potatura annuale è indispensabile in piante con crescita dei rami stentata a causa della bassa fertilità del suolo, carenza idrica e in piante vecchie. In ogni caso i polloni e i succhioni molto vigorosi vanno tolti possibilmente anche durante il periodo vegetativo, cioè dopo la loro insorgenza.
La potatura va eseguita in primavera, possibilmente in epoca non troppo avanzata per non influire negativamente sull’allegagione, che può essere compromessa anche da una potatura troppo drastica”.
Come nasce questa competenza alla Tuscia?
“Gran parte del merito va sicuramente alla nostra Università che ha divulgato questa cultura, ma anche al “campione dei campioni”, il sig. Adriano Menghi, che grazie alla sua passione e alla non comune capacità ed esperienza maturata, anche presso questa Università che frequenta da oltre 17 anni come tecnico part-ime e alla passione di molti giovani e meno giovani agricoltori della Tuscia. Adriano già dagli anni novanta dello scorso secolo ha impartito lezioni pratiche agli studenti, assieme ai docenti delle discipline Arboricoltura, Coltivazioni arboree e Frutticoltura durante le esercitazioni di campo e durante le giornate dedicate alla potatura, che ogni anno vengono organizzate presso l’azienda agraria dell’Università e sono aperte a tutti coloro vogliano imparare. Ha partecipato a 10 gare regionali per le selezioni e successivamente a quelle nazionali, sin dalla istituzione del campionato, vincendo nel 2012 la gara nazionale tra i campioni che avevano vinto le gare nazionali precedenti e per questo che ha il meritato titolo di “Campione dei Campioni”. Ha inoltre addestrato molti giovani della zona dell’alta Tuscia incluso il campione in carica Camilli”.
Promuovete iniziative anche per operatori stranieri?
“Si. Ne è una testimonianza una recente iniziativa con gruppo di dirigenti e tecnici venuti dal martoriato Afganistan, che hanno scelto l’Università degli Studi della Tuscia per seguire un corso intensivo teorico-pratico di olivicoltura. Dopo aver impartito loro una serie di lezioni in classe su tutta la disciplina, si sono esercitati, anche con la dimostrazione dei campioni della Tuscia, sulle tecniche di potatura, sia presso l’azienda agraria dell’Università della ex facoltà di Agraria sia presso aziende olivicole con impianti intensivi e super-intensivi. Gli afgani hanno visto con molto favore anche la possibilità di sviluppare nel loro Paese una olivicoltura con meccanizzazione integrale della potatura e della raccolta”.
Bruno Ronchi
Professore ordinario
del dipartimento di
Scienze e tecnologie per l’agricoltura,
le foreste
la natura e l’energia (Dafne)
Università degli Studi della Tuscia
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