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Soriano nel Cimino - I consiglieri comunali Devid Centofanti e Sandro Bassetta chiedono spiegazioni al primo cittadino sulla scelta del nuovo assessore

“Menicacci fa il manager o il sindaco?”

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Soriano nel Cimino

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Riceviamo e pubblichiamo – L’amministrazione Menicacci perde pezzi, infatti in neanche due mesi perde due assessori.

Per recuperare l’irrecuperabile il sindaco arriva perfino a dare una interpretazione del tutto particolare, e quindi non accettabile, della normativa dello statuto comunale che regola la nomina di assessori esterni, da scegliersi tra persone che abbiano specifiche esperienze tecniche, amministrative e professionali.

Nell’ultimo consiglio comunale, invero, su nostra richiesta di visionare il curriculum del nuovo assessore, il sindaco ha inteso negarci questa facoltà, da noi ovviamente esercitata in quanto consiglieri comunali, affermando che la relativa nomina è nella sua discrezionalità e nella scelta del tutto personale della persona che ha inteso nominare.

Naturalmente, questo ragionamento, se può valere al massimo per la nomina di assessori eletti come consiglieri dal popolo, previa consultazione elettorale, non può certo valere per gli assessori di nomina esterna. Quindi oltre il danno anche la beffa, il sindaco afferma, trovandosi in difficoltà che: “Se credete che l’atto non sia legittimo, fate un esposto alla Procura della Repubblica”.

Bene, facciamo i complimenti al sindaco e a tutta la maggioranza che lo sostiene.

Non ci aspettavamo certo una simile presa di posizione: forse il dindaco dimentica che non è il manager di una grande azienda privata ma il sindaco di un ente locale, il quale grazie alla riforma del titolo V della Costituzione, è dotato di uno statuto comunale, naturalmente da rispettare, e persegue un interesse pubblico che impone regole di gestione trasparenti ed ineccepibili.

Riteniamo che una simile arroganza nella discussione non sia altro che un sintomo evidente della difficoltà amministrativa di questa giunta, che così operando non fa altro che aumentare la distanza tra i cittadini e l’amministrazione stessa.

Cosa ci vogliamo aspettare da un’amministrazione che invece di far diventare il Comune il luogo deputato e aperto alle scelte con la maggior partecipazione dei cittadini si permette il lusso di spendere 16mila euro in videosorveglianza interna, sistemi identificativi e forse anche dei tornelli? Dovremmo ingolfare la fila a “punto comune” per essere identificati?

Ma tutto questo per chi? Per cosa? Se pensa, caro sindaco, che barricandosi in Comune la cittadinanza non si accorga delle sue continue assenze e mancanze si sbaglia di grosso.

Devid Centofanti
Sandro Bassetta
Consiglieri comunali


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4 giugno, 2013

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