– Torna in sala il rarissimo film Piume al vento regia di Ugo Amadoro, contenente molte scene girate a Viterbo nel 1950 (fotogallery1) (fotogallery2). La pellicola, uscita nelle sale cinematografiche nel 1951 sarà proiettata sabato 29 giugno alle ore 16 al cinema Genio di Viterbo. L’ingresso è gratuito.
Un’iniziativa dell’Associazione Take Off e, presieduta da Silvio Cappelli, e dell’Associazione Nazionale Bersaglieri sezione di Viterbo presieduta da Luigi Roselli. Un film che era presente nelle principali filmografie e del quale si erano perse le tracce.
Un’importante testimonianza recuperata grazie all’impegno, tra gli altri, di Silvio Cappelli, studioso di storia locale e presidente dell’Associazione culturale Take Off di Viterbo, che dopo lunghissime ricerche è riuscito a localizzarne una copia in pellicola da 16 mm disponibile presso la Fondazione cineteca di Bologna.
Film che, però, non poteva essere dato in prestito per la sua rarità e per il rischio di un suo deterioramento irreversibile. La duplicazione, in formato digitale, è stata possibile soltanto dopo un particolare intervento tecnico fronteggiato grazie alla disponibilità di un gruppo di persone che hanno contribuito a portare a termine l’iniziativa.
Molte le sequenze girate nel quartiere San Faustino: all’interno della omonima chiesa (era parroco il dinamico don Oreste Guerrini), in via del Pavone, via Piana, via Prada, piazza San Faustino, via San Faustino, via Cairoli. Numerosissime le comparse viterbesi specialmente quando in piazza arrivano i bersaglieri.
Altre sequenze sono state girate in piazza del Gesù, via dei Pellegrini, via Fattungheri e in altre zone della città identificabili con più difficoltà anche perché, in alcuni casi, si tratta di edifici bombardati oggi demoliti o ristrutturati. Tra le scene più interessanti è la ripresa davanti al palazzo Orioli in via del Pavone, dove poi sorgerà il cinema Metropolitan, perché forse l’unica esistente.
Il film narra una storia dei bersaglieri durante la Prima Guerra Mondiale (1915-18), puramente immaginaria, cominciata nell’autunno del 1917, quando un nome tragico e desolante percorse tutta l’Italia: Caporetto.
Il regista ricreò, nella città di Viterbo, le dolorose vicende degli abitanti di un paese occupato dagli austriaci.
“C’è ancora molto da lavorare intorno al film Piume al vento – afferma Silvio Cappelli – perché molti luoghi ancora non sono stati riconosciuti. Alcune scene sono state girate sicuramente in altre città o paesi ma di Viterbo c’è una forte presenza. Bisogna ricercare ancora nei diversi archivi per capire bene ma, intanto, godiamoci questo risultato raggiunto”.
Al termine del film i saluti delle autorità, un breve intervento sul ritrovamento della pellicola e, alle 18,30, l’esibizione della fanfara del bersaglieri.
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