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Lazio - L'accorpamento è previsto dal decreto del governatore Nicola Zingaretti per limitare al massimo gli sprechi - Via anche centinaia di primariati e di figure dirigenziali

Sanità, in arrivo il dipartimento interaziendale Viterbo-Rieti

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Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti

– Sanità, in arrivo il dipartimento interaziendale Viterbo-Rieti.

Potrebbe essere una delle novità adottate dal governatore del Lazio Nicola Zingaretti per ridurre al minimo gli sprechi e ottimizzare i servizi eliminando al massimo le figure dirigenziali nelle strutture sanitarie.

E’ quanto emerge dal decreto di Zingaretti, commissario di governo per la Sanità del Lazio, che suggerisce l’istituzione di cinque dipartimenti interaziendali: uno per le otto Asl di Roma e provincia, un altro per quelle di Frosinone e Latina e un terzo per le due di Viterbo e Rieti. Il quarto dipartimento servirà le tre aziende ospedaliere e gli istituti di cura a carattere scientifico pubblici, l’ultimo, i policlinici universitari e la fondazione Tor Vergata.

I tagli interesseranno anche i primariati. In tutto ne dovrebbero essere soppressi 2231 di cui 1226 negli ospedali (401 reparti complessi e 825 in quelli semplici) e 1005 nei servizi territoriali (220 più 785). Via anche gli incarichi da caposala e le posizioni dirigenziali per il personale non medico. E saranno accorpati i distretti sanitari: passeranno da 19 a 15 a Roma, da cinque a tre a Rieti, da 6 a 5 nella Asl RmG (Tivoli).

I direttori delle dodici Asl del Lazio e delle tre aziende ospedaliere romane saranno chiamati a realizzare anche cinque dipartimenti interaziendali per cooperare alla gestione delle funzioni amministrative, tecniche e informative, degli acquisti di beni e servizi sanitari, del controllo di gestione, degli affari generali, del personale.

L’obiettivo è l’abbattimento degli sprechi. “Ci saranno meno dirigenti – si legge in una nota della Regione – meno primari, meno distretti, meno sperperi, più servizi gestiti in comune e maggiori risorse dedicate alle cure e alle persone”.

Tutti questi accorgimenti derivano dalle linee guida del patto per la salute del 3 dicembre 2009, ora recepite da un decreto del commissario alla sanità regionale. Ma senza il riordino della rete ospedaliera, quel provvedimento potrebbe restare lettera morta. L’ultimo accertamento sui posti letto per malati acuti segnala un eccesso di degenze: mille in più di quelle fissate dal decreto legge sulla spending review che fissa in tre letti ogni mille abitanti il rapporto standard. Dei posti in esubero, almeno il 50% dovrebbe essere tagliato negli ospedali pubblici.


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13 giugno, 2013

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