Riceviamo e pubblichiamo – Leonardo Michelini non smette mai di sorprendere. Non bastava la novità delle ultime ore, ossia la stipula di un accordo politico con il grande rinnovatore della politica viterbese Filippo Rossi in unazienda privata con la benedizione laica dell’imprenditore Roberto Pepponi.
Michelini continua a parlare di cambiamento, ma giorno dopo giorno dimostra con i fatti la sua natura di uomo della prima repubblica abituato a metodi e prassi che si sperava di aver superato. Mentre il candidato sindaco Giulio Marini ha sancito apparentamenti ufficiali alla luce del sole e nelle sedi deputate della politica, Michelini ha invece preferito la pratica del mercanteggiamento sotto banco.
Forse perché nella sua maggioranza cè chi non vuole sacrificare posizioni in favore dei nuovi arrivati?
Forse il Pd teme di perdere potere e di veder ridimensionato il proprio peso in consiglio? Forse i maggiorenti del Pd temono di veder ridotto il valore contrattuale delle rispettive correnti nella suddivisione dei posti in giunta? Anche in questa vicenda, è chiara levidente diversità di interpretazione della politica che distingue Marini da Michelini, una diversità fatta di trasparenza e correttezza nei confronti degli elettori.
Da una parte, quella del centrodestra, si è ampliata la coalizione sulla base di accordi programmatici legati ad unidea di sviluppo della Città pienamente condivisa, senza badare alla perdita di posizioni di questa o dellaltra lista. Michelini invece ha preferito accordarsi in maniera occulta, non sulla base dei programmi ma su un mero accordo di poltrone.
Operazione questa che, per altro, andrà ad alterare gli equilibri democratici allinterno del Consiglio comunale, con una parte seppur marginale dellopposizione (Rossi e Frontini) che andrà ad ingrossare le fila della maggioranza in cambio di posti in giunta o strapuntini vari.
Gli elettori che al primo turno hanno sostenuto Rossi e Frontini sono stati invitati, dagli ex rispettivi candidati sindaco, a votare per Michelini ma tenendo nascosti i simboli sulla scheda. Bel modo di rispettare gli elettori che hanno condiviso squadra e programma di governo.
Per i prossimi giorni è stata annunciata la visita del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti a sostegno di Michelini. Sembra di rivedere il ballottaggio delle Provinciali del 2005 con il neo eletto Piero Marrazzo che accompagnava il candidato alla Provincia Alessandro Mazzoli su e giù per i vari paesi della Tuscia.
Il risultato è stato quello di ritrovarsi con un presidente della Provincia, Mazzoli per lappunto, ed unamministrazione provinciale completamente asserviti al governo regionale, pronti a subire tacitamente e passivamente tutte le decisioni imposte da Roma (vedi su tutto laumento delle tariffe dei rifiuti).
Noi non saremo sudditi di nessuno, se non dei cittadini che ci accorderanno fiducia. Lo abbiamo dimostrato anche in questi anni, non abbassando mai la testa nei confronti di una Giunta regionale che pure era di centrodestra e con la quale, il confronto anche aspro non è mai venuto meno.
La Regione dovrà essere il nostro principale interlocutore istituzionale, con il quale saremo chiamati a confrontarci con chiarezza e senza condizionamenti di natura politica ed ideologica. Un candidato sindaco che firma un patto per la città con il presidente Zingaretti scavalcando i cittadini, da questo punto di vista non offre certo grandi spazi di autonomia.
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