Riceviamo e pubblichiamo – Carissimo direttore, oltre a parlare di fontane e di immondizia e di buche, vogliamo parlare anche del costo della cultura.
Nei mesi di luglio e agosto, Viterbo ospita concerti, momenti teatrali, prosa, ecc.
Vorrei prendere le spunto da un detto popolare maremmano che cita: “Senza lilleri ‘un si lallera”. Traduco: “Senza soldi non si fa nulla” oppure uno veneto: “A ufo neanche il can move la coa” ovvero “A uffo, neppure il cane muove la coda”.
Si potrebbe continuare perché ogni regione, o meglio ogni città ha i suoi detti, ma quando parliamo di costi per organizzare uno spettacolo i detti calzano a pennello.
Trovandomi ad acquistare alcuni biglietti della stagione estiva di Ferento, mi sono resa conto, che di certo una famiglia di quattro persone, ci dovrà “pensare” prima di andare a vedere uno spettacolo.
Anche per un ragazzo, che deve dividere la “paghetta settimanale” tra miscela per il motorino, ricarica del telefonino e pizza con gli amici, gli rimane difficile spendere 20 o 25 euro per ascoltare musica.
Allora, viene spontanea una riflessione. Ma la cultura è solo per pochi? Perché non prevedere un costo del biglietto differenziato? Perché non organizzare piccoli abbonamenti?
Sarebbe opportuno organizzare dei prezzi unitari, non relativi alla location, al paese o al periodo dell’anno.
Di esempi, ne abbiamo molti. Scusi se cito la solita Orvieto, ma con appena 12 euro a persona, puoi visitare tutti i musei, il duomo, i monumenti più importanti e la città sotterranea!
Un appello alla nuova giunta comunale: cerchiamo di valorizzare al meglio le bellezze della nostra città d’arte con iniziative, concerti, promuovendo cultura per tutti i cittadini a costi contenuti.
Grazie dell’attenzione.
Maria Zadro
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