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Vasanello - L'ottava edizione comincerà giovedì 11 luglio

Al via l’Ortaccio jazz festival

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Il palazzo comunale di Vasanello

Il palazzo comunale di Vasanello

– L’Ortaccio jazz festival è ai nastri di partenza.

Giovedì 11 luglio prenderà il via l’ottava edizione che si annuncia densa di appuntamenti interessanti e di buona musica. La rassegna è organizzata dall’Associazione Culturale “Messico e nuvole” con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia di Viterbo, del Comune di Vasanello e dell’Università Agraria di Vasanello.

La manifestazione sarà ad ingresso gratuito e tutte le sere offrirà la possibilità di degustazioni enogastronomiche in piazzetta in attesa dei concerti.

Anche quest’anno il palco di Piazza Ortaccio ospiterà quattro serate di grande jazz italiano da ascoltare nella splendida piazzetta del centro storico di Vasanello. Si comincia giovedì 11 luglio con un duo già sperimentato da una lunga serie di concerti in giro per l’Italia e l’Europa: la tromba di Fabrizio Bosso incontra le acrobazie melodiche della fisarmonica di Luciano Biondini.

Una sintesi artistica tanto riuscita quanto originale, in grado di riassumere le esperienze passate: la tromba di Bosso con la fisarmonica di Biondini dialogano su temi e linguaggi che spaziano dal jazz alla musica popolare, dal pop al folk, alle melodie mediterranee in un percorso ricco di suggestioni e richiami mai scontati né convenzionali.

I due presenteranno brani tratti dal loro ultimo album Face to Face che nasce dal confronto serrato fra due musicisti dotati di grande versatilità ma uniti da una notevole sensibilità musicale e dal gusto per la sperimentazione sonora. Il disco è il condensato dei molti concerti suonati negli ultimi anni. In programma brani originali e rivisitazioni dalle diverse sfaccettature stilisitiche: l’iniziale “Prendere o lasciare” è una sorta di rincorsa vorticosa tra i due strumenti; “Bringi” mette in rilievo la grande liricità sia di Bosso che di Biondini; momenti di grande melodia e linearità, offre invece ne “Il Gattopardo” di Nino Rota.

Dialoghi improvvisati, tocchi misurati, slanci solistici sempre coerenti all’interno di un discorso forgiato attraverso il reciproco ascolto, la forza e il pathos di cui sono pieni i rispettivi temperamenti musicali qualificano il progetto come un dialogo tra pari, in cui non emerge una leadership, ma un interplay sempre funzionale all’espressione compiuta del discorso musicale.

Venerdì 12 luglio sarà la volta di Gabriele Coen accompagnato dalla Jewish experience con Pietro Lussu al piano, Lutte Berg alla chitarra elettrica, Marco Loddo al contrabbasso e Luca Caponi alla batteria. Una prima assoluta sul palco dell’OJ le sonorità della musica yiddish incontrano i ritmi e le cadenze dell’improvvisazione jazzistica.

“Yiddish melodies in jazz” punta dritto al cuore del rapporto tra la musica ebraica e il jazz americano, esplorando l’influenza dell’eredità ebraica sul jazz e conduce alla scoperta della penetrazione delle sonorità ebraiche nel mainstream americano, presentando per la prima volta in chiave contemporanea una manciata di brani tratti dal repertorio tradizionale della musica klezmer e della canzone yiddish.

“Con ‘Yiddish Melodies in Jazz’, dice Gabriele Coen, ho voluto raccontare, reinterpetandola e giocando con la cifra stilistica che appartiene a me e ai musicisti che mi accompagnano, una parte importante del jazz moderno, il suo debito segreto alla musicalità ebraica annidata nelle sonorità del mainsteam americano”.

Sabato 13 luglio dedicato agli appassionati delle atmosfere d’antan. La Saint Louis College of music Big Band diretta da Antonio Solimene porterà sul palco dell’OJ il repertorio jazzistico che ha caratterizzato la musica afroamericana fin dall’inizio del secolo scorso, proponendo alcune tra le pagine più belle della letteratura jazzistica orchestrale: Benny Goodman, Duke Ellington, Dizzy Gillespie.

La formazione orchestrale che rispetta in pieno la struttura classica della big band ovvero: 5 Sax, 5 trombe, 4 tromboni, Ritmica (pianoforte, chitarra, basso e batteria), 2 voci, è nata nel settembre del 2007 ed ha già al suo attivo la partecipazione a molti festival jazzistici di grande prestigio: Villa Celimontana Jazz (2008), Atina Jazz 2008 e 2009, Brindisi in Jazz (2008) dove si è esibita insieme a Daniele Scannapieco, 4 notti e più… di luna piena (2008) di Benevento, Jammin’ (2009) all’interno dell’Auditorium Parco della Musica di Roma con special guest Rosario Giuliani, Jazz’s Cool (2009) all’interno della Casa del Jazz di Roma con special guest Susanna Stivali e Marcello Rosa. Al momento la Saint Louis Big Band sta lavorando al progetto “Argentina: Escenas en Big Band”, dall’album omonimo di Javier Girotto, che dopo averla ascoltata in un concerto live l’ha scelta per eseguire le sue Escenas, brani originali dello stesso Girotto arrangiati per Big Band grazie alla collaborazione di Gabriel Perez e Luigi Giannatempo.

Chiusura in grande stile domenica 14 luglio con il duo formato da Enrico Pieranunzi al pianoforte e da Enzo Pietropaoli al contrabbasso. Una miscela di suoni e atmosfere rarefatte, un dialogo fra musicisti di grande personalità e tecnica espressiva che daranno vita ad un concerto pensato esclusivamente per l’Ortaccio Jazz.

Enrico Pieranunzi è da molto tempo una delle più apprezzate personalità della scena jazz europea. Pianista, compositore, arrangiatore, ha registrato più di 70 Cd a suo nome spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando, in concerto o in studio d’incisione, con Chet Baker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.

Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997) Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino.

E’ l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato (luglio 2009) nello storico “Village Vanguard” di New York.

La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo cd “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge), tra i migliori cd del decennio 2000/2010.

Enzo Pietropaoli (nato a Genova nel 1955 ma a tutti gli effetti musicista della scuola romana, essendosi trasferito nella capitale sin da bambino) è stato la colonna portante di alcune delle più celebri formazioni del jazz italiano: Space Jazz Trio di Enrico Pieranunzi, Lingomania di Maurizio Giammarco, Doctor 3 (di cui è stato co-leader con Rea e Sferra), varie band di Enrico Rava.

Ma ha accompagnato nomi celeberrimi anche sul fronte internazionale: Chet Baker, Lester Bowie, Art Farmer, Bob Berg, Michael Brecker, Archie Shepp, Phil Woods, Toots Thielemans, Richard Galliano, Pat Metheny, Joe Pass, John Scofield.

La seconda edizione del premio “Una frase per OJ”, organizzato in collaborazione con la Scuola media statale di Vasanello, assegnerà al vincitore di quest’anno un’opera in ceramica dell’artista Orlando Orlandi gentilmente offerta e appositamente realizzata per il premio. Il concorso si è chiuso il 31 maggio 2013. La premiazione avverrà giovedì 11 luglio sul palco di Piazza Ortaccio.

Ogni sera, prima dell’inizio dei concerti, presenteremo in piazzetta il libro di Stefano Borzumato “Da rospo a principe” con la partecipazione dell’attore Luca Maschera che leggerà e interpreterà dei brani alla presenza dell’autore.

Sabato 11 e domenica 12, in attesa dell’inizio dei concerti, si esibirà il duo Giulio e Alberto Del Vescovo. I due, padre e figlio, apprezzati musicisti spazieranno in un repertorio abbastanza vasto che va dai classici della musica leggera italiana a creazioni originali di Giulio del Vescovo che oltre ad essere uno stimato pianista è anche compositore e arrangiatore.

 


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9 luglio, 2013

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