Riceviamo e pubblichiamo – A proposito dei centri per l’impiego di Acquapendente e di Canino, vorrei ribadire al Presidente Meroi, che la mia non condivisione delle scelte fatte in proposito di impoverimento dei due centri periferici, non sono affatto “strumentali”, a meno che strumentale non significhi rappresentare le difficoltà dei cittadini, e dei lavoratori, perché è semplicemente questo il mio intento.
Dico anche che va riconosciuto al presidente Meroi di aver dato prova di impegno e di interesse per il territorio, ma quella parte del territorio così lontano dal capoluogo, con 15 comuni interessati non può essere diverso se parliamo di impoverimento complessivo della provincia.
Lo studio a cui il presidente Meroi fa riferimento risale a circa 8 anni fa, sicuramente non attualizzabile viste le diverse condizioni sociali e occupazionali, inoltre lo studio ha fotografato la situazione esistente all’epoca, ma non si capisce perché in questi anni visto il personale sufficiente e professionalmente preparato, non si è proceduto ad implementare servizi a migliorarli ad innovarli, come tra l’altro previsto nello studio.
Perché dopo otto anni si è pensato di razionalizzare personale e costi, quando in organico risultano distaccati 3 persone, due presso assessorati e uno alla Formazione professionale? devono essere riempiti i vuoti dovuti al altri spostamenti a discapito degli uffici periferici così distanti?
Non si comprende perché i cittadini di quei comuni che ruotano intorno ad Acquapendente e Canino non possono avere gli stessi servizi del bacino di Viterbo con grandi disagi. Perché se un’azienda e il lavoratore devono chiedere un tirocinio devono recarsi a Viterbo, se poi manca qualche documento i viaggi si moltiplicano, oppure non prevedere l’altro servizio che è “Incontro tra domanda e offerta” oppure “servizio alle imprese e promozione lavoro autonomo” o il “collocamento mirato” .
Non convincerà mai la tesi che sta prendendo una decisione giusta, e la via sperimentale spesso è la strada per mascherare la stabilità.
Per questo invito a riflettere il Presidente, anche in virtù del fatto che le funzioni proprio dei centri per l’impiego nella proposta di riforma degli assetti istituzionali dovranno essere modificati radicalmente con maggiori funzioni e più efficaci, che speriamo, prevalga l’idea per cui sono stati pensati e istituiti.
Miranda Perinelli
Segretaria generale Cgil Viterbo
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