– Sul tavolo del presidente della provincia Marcello Meroi ci sono quattro istanze da soddisfare. Per non andare in crisi.
La chiamano riorganizzazione, ma assomiglia tanto a un rimpasto. Oggi l’assessore Paolo Bianchini e il presidente Piero Camilli come annunciato, si dimettono dagli incarichi.
Sarà il segnale per dare il via a un giro di consultazioni e incontri che Meroi vuole che sia il più breve possibile. Contando fino a quattro. Quanti i nodi da sciogliere.
“C’è la richiesta – spiega Meroi – formalizzata dall’Udc per sostituire Santucci, nominandone un altro in sostituzione”. Ovvero Paolo Barbieri.
“Poi – continua Meroi – c’è la lettera di Fratelli d’Italia che chiede un rilancio organizzativo, un potenziamento delle deleghe, con la decisione di Bianchini e Camilli di dimettersi dopo il consiglio per dare rapidità all’azione riorganizzativa.
Non è un’uscita dalla maggioranza, è un’azione che leggo in termini positivi”.
Quindi il Pdl: “Dai consiglieri ho ricevuto la disponibilità da questo pomeriggio per discutere e verificare le possibili soluzioni”.
Tutto a una condizione: “Deve essere chiaro – sottolinea il presidente – che deve avere come scopo principale il potenziamento dell’ente, trovando unità d’intenti nella maggioranza e per questo arrivare a una soluzione concordata”.
Viceversa: “Se i tempi dovessero allungarsi troppo, mi assumerò io la responsabilità di trovarla, facendo valere mie prerogative.
Comunque eviterò che la discussione possa limitare l’operatività dell’amministrazione”.
Accanto alla ridistribuzione delle deleghe, sostanzioso o marginale è ancora da capire, potrebbe esserci anche qualche novità sul fronte assessori, a parte Barbieri. Ma è ancora presto per parlarne.
“Fratelli d’Italia – sottolinea Meroi – chiede un potenziamento, Camilli si dimette dalla presidenza, quindi si potrebbe arrivare a una rivisitazione e riequilibrio interno alla maggioranza, ma d’altri assessori è presto per parlarne, ne cominceremo a discutere dopo il consiglio provinciale.
La richiesta di Fratelli d’Italia la leggo in un’ottica positiva, ovviamente le intenzioni poi devono incontrarsi con gli equilibri politici e on i numeri”.
I quattro consiglieri FdI hanno fatto il primo passo, ma la direzione è da trovare.
La rinuncia a tutti gli incarichi per ora è solo formale, ma tutto potrebbe dipendere da come si risolveranno alcuni passaggi, a cominciare dal peso che avrà il gruppo Udc, la riorganizzazione delle deleghe e la disponibilità del Pdl a far quadrare il cerchio. Altrimenti tutto potrebbe complicarsi e l’appoggio dei quattro consiglieri FdI tutt’altro che scontato.
Giuseppe Ferlicca
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