![]() Una seduta del consiglio comunale |
Riceviamo e pubblichiamo – “Tutti i nodi vengono al pettine” e, così, anche il Comune di Viterbo ha deliberato il regolamento della cosiddetta Tares, quella tassa che dovrà coprire il 100 per cento del costo del servizio sostenuto dagli stessi Comuni che, sino a oggi, risultava inferiore rispetto a tale parametro, con un incremento che, ancora una volta, riguarderà le tasche dei contribuenti, nonostante la diluizione su quattro rate annuali, ad iniziare dal prossimo mese di settembre, secondo quanto deciso dall’amministrazione comunale nella seduta di ieri.
Il secondo parametro innovativo che aumenterà i costi per i cittadini, è il finanziamento anche dei “servizi indivisibili”, come l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade, la polizia locale e le aree verdi.
Ma quello che maggiormente preoccupa, sarà il tasso di aumento per le piccole e medie imprese e, a questo proposito, vorremmo chiedere al vice sindaco Lisetta Ciambella se il regolamento di nuova istituzione ha tenuto conto della profonda crisi in cui versano le attività commerciali che, come tutti sanno, mentre denunciano fatturati da deserto africano, si trovano paradossalmente a pagare di più pur producendo minore quantità di rifiuti? Risponde a verità che gli istituti bancari saranno chiamati a versare una Tares, inferiore ai locali commerciali e, addirittura, inferiore rispetto alle abitazioni? I viterbesi si dovranno aspettare maggiore “igiene pubblica” dal servizio raccolta rifiuti, visto che le strade e i marciapiedi della città tutto sono meno che pulite?
Infine, pensare che la Tares è da ritenersi meno cara perché si pagherà in quattro rate, resta semplicemente uno banale abbaglio che non gioverà proprio a nessuno.
Se, poi, l’incremento della tassa tra la vecchia Tarsu e la nuova Tares sarà stimata nel 20% in più per il contribuente, si comprende benissimo quali saranno le immediate difficoltà che dovranno affrontare tutti coloro che già facevano fatica ad arrivare alla fine del mese, ancora una volta chiamati al finanziamento delle incombenze comunali, sempre più spesso private dei trasferimenti statali.
Comitato comunale di FondAzione
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