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Viterbo - Il presidente Talefe, Fedele, torna sulla polemica delle bollette insolute e la polemica dei distacchi: troppo populismo - Sull' arsenico, la norma non prevede riduzioni dei costi

“Dopo i solleciti il 76% dei morosi ha pagato”

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Marco Fedele

Marco Fedele, presidente della Talete

(g.f.) – Il recupero crediti sulle morosità gravi Talete lo sta facendo da tempo senza drammi, a differenza di chi prevede cataclismi e catastrofi e i costi del consiglio d’amministrazione sono stati già tagliati. A dispetto di qualcuno che lo chiede, senza sapere o facendo finta di non sapere.

Il presidente Talete Marco Fedele torna sull’argomento che sta scaldando gli utenti, ma soprattutto la politica.

“Chi ha chiesto che ci dovessimo tagliare i compensi – spiega Fedele – lo sa quanto prendiamo, visto che militava nel mio stesso partito.

La busta paga di un consigliere Talete è di 450 euro netti su dodici mesi e il presidente ne prende 1250.

Non abbiamo nemmeno il direttore generale, per risparmiare e con questi compensi, firmiamo di tutto, ci prendiamo responsabilità”.

Quindi: “Sento lamentele e congetture – spiega – che non hanno nessun tipo di fondamento, se non mero populismo”.

Marco Fedele riprende in mano la calcolatrice e prova a spiegare che di drammatico c’è solo qualche dichiarazione di troppo da parte della politica.

“Su Viterbo – precisa Fedele – ultimamente abbiamo spedito 943 raccomandate per morosità su utenze non domestiche.

Di queste, 393 hanno sanato la loro morosità subito, ovvero il 42%. Poi, 320 hanno contattato la società, documentando situazione di difficoltà, ammesse a pagamento rateale, ovvero il 34%.

Quindi il 76% ha sanato la situazione, contro il 24% di chi non ha documentato problemi.

Abbiamo ricevuto una sola segnalazione dal garante a seguito dei nostri solleciti. Il garante ci ha spiegato che ci eravamo comportati correttamente”.

Della morosità pregressa i consiglieri se ne sono accorti appena insediati e nel 2012 sono stati recuperati quasi tre milioni di euro.

“Nessuno – insiste Fedele – se n’è accorto.

Il problema si è aggravato nel primo trimestre 2013, con comuni dove si arriva al 46%. Su sei milioni 200mila euro, abbiamo incassato solo tre milioni e mezzo. Per questo, nostro personale è stato dedicato al recupero, senza ricorrere a Equitalia. Non avviene tutto da un giorno all’altro, passano mesi, la procedura è lunga”. C’è tutto il tempo per provvedere o spiegare. “Segnaliamo il ritardo sulle successive bollette.

Qui si parla di morosità grave, dove c’è la volontà certificata di non voler pagare”.

C’è la crisi, c’è pure l’arsenico, qualcuno si sarà autoridotto la tariffa o non l’avrà pagata proprio. “C’è stato un caso in cui l’utente si è ridotto da solo la tariffa – continua il presidente Talete –. Abbiamo staccato il contatore, ha protestato, ma il risultato è che ha dovuto pagare tutto e ha avuto la riattivazione. Ci hanno dato ragione.

La normativa non prevede nessuna autoriduzione, come i costi per far arrivare nelle case l’acqua non varia in base alla qualità dell’acqua stessa.

L’arsenico è un problema che subiscono i cittadino, come lo subisce Talete”.

La società idrica è solo con la tariffa che va avanti. Se salta, l’acqua non arriva più a nessuno o magari si apre la strada al privato.

Dalla regione, non arrivano più nemmeno i tre milioni previsti perché Talete opera in un Ato debole. Si sono fermati al 2011. “Bisognerebbe essere propositivi – continua Fedele – Confartigianato ha proposto un tavolo di concertazione con gli iscritti, nel caso in cui ci dovessero essere problemi, attraverso realtà come Confidi, per ottenere rateizzazioni più a lungo. Benissimo, lo proporremo anche a tutte le altre associazioni”.

Proposte al posto di attacchi. “Oltre alle proteste dei cittadini – conclude Fedele – che non sono per forza tenuti a conoscere tutte le norme, ci sono gli attacchi pure da enti e altre realtà che invece dovrebbero avere un atteggiamento diverso. Qui si rischia d’essere colpiti dal fuoco amico”.


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9 luglio, 2013

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