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Viterbo - Intervengono Signori e De Simone (Confartigianato)

“Durt, subito la cancellazione dell’emendamento”

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Andrea De Simone e Stefano Signori

Andrea De Simone e Stefano Signori

Riceviamo e pubblichiamo – Il presidente di Confartigianato Imprese di Viterbo, Stefano Signori, ha inviato oggi una missiva al Senato con la quale, a nome dell’intera associazione di categoria, chiede con forza e determinazione la cancellazione dell’emendamento al decreto del fare che rischia di dare il colpo di grazia a molte imprese già messe a dura prova da una crisi che sembra non avere fine.

Approvato dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera, l’emendamento dispone che tutte le imprese appaltatrici e subappaltatrici, al fine di ottenere il pagamento dal proprio cliente appaltatore, sono costrette a chiedere all’ufficio provinciale dell’Agenzia delle Entrate di competenza il Durt (Documento unico di regolarità tributaria), destinato ad attestare l’assenza di debiti tributari alla data del pagamento. Con questo procedimento si chiede, quindi, alle imprese di comunicare periodicamente all’Agenzia i dati delle buste paga al fine di consentire alla stessa di accertare che le imprese siano in regola con il fisco.

La novità introdotta dall’emendamento, chiarisce Stefano Signori nella lettera, appare incomprensibile in quanto è inutile ai fini delle verifiche sul corretto versamento delle ritenute. L’obbligo per le imprese di versare le ritenute è indipendente dal diritto del contribuente di scomputarle dalla propria dichiarazione, una volta ottenuta la certificazione; gli interesse dei lavoratori a ottenere salari e contributi contrattuali, inoltre, sono integralmente tutelati da un’analoga norma del “decreto Biagi”.

“Quello che appare estremamente incomprensibile – spiegano Stefano Signori e Andrea De Simone, presidente e direttore di Confartigianato Imprese di Viterbo – è come sia possibile che, in un momento in cui le imprese chiedono semplificazione burocratica come il pane, la risposta che arriva sia incentrata su un’apparente volontà di intricare ulteriormente l’apparato burocratico. Se in quasi tutti gli Stati Europei si stanno tagliando tempi e costi della burocrazia, nel nostro avviene l’esatto contrario”.

I vertici dell’associazione provinciale sottolineano come il paradossale emendamento, che di fatto ingarbuglia ulteriormente l’istituto della responsabilità solidale negli appalti, sia stato approvato nonostante le imprese abbiano inequivocabilmente dimostrato come tale istituto non funzioni.

“I limiti del Durt sono a dir poco lampanti – concludono Signori e De Simone – ed è il motivo per il quale abbiamo scritto al Senato chiedendo energicamente la cancellazione di quest’emendamento che rischia di dare il colpo definitivo a molte imprese in difficoltà”.

Confartigianato Viterbo

 


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26 luglio, 2013

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