Riceviamo e pubblichiamo – Il Tuscia operafestival entra nel vivo.
Dopo la serata iniziale di danza con “La Traviata” e l’intervista a Giordano Franchetti, in piazza San Lorenzo a Viterbo è la volta della messa in scena del “Flauto magico” di Mozart (sabato 13 luglio, repliche il 14 e il 17) e dell’incontro con la regista Lina Wertmüller interamente ripresa da Rai 5 (lunedì 15 luglio).
“Il Flauto Magico” (o “Die Zauberflöte” nella versione tedesca) è la prima opera che viene portata sul palco di Viterbo sotto la loggia di Palazzo Papale. Ultima composizione teatrale di Mozart, è una favola meravigliosa ambientata in un antico irreale e fantasioso Egitto.
Seguendo gli schemi del “Singspiel” (genere operistico caratterizzato dall’alternanza di recitativi e parti cantate), la storia racconta come il principe Tamino, aiutato dal fedele Papageno, combatte le forze del male e libera l’amata Pamina. L’opera, nel proporre i grandi sentimenti di umanità, di bontà, di fratellanza, è pervasa da simbolismi che riflettono i canoni del pensiero massonico: la contrapposizione uomo-donna, luce-tenebre, bene-male, cielo-terra, fuoco-acqua; le Damigelle ed i Genietti, la Regina e Sarastro ed infine il flauto d’oro di Tamino ed il mode sto carillon di Papageno.
Altro simbolo evidente è il numero sacro per la massoneria, il numero tre. Infatti l’ouverture inizia con tre potenti accordi, ripetuti tre volte, in cui predomina il solenne colore di tre tromboni; dopo un grandioso fugato, ecco risuonare ancora i tre accordi. Il tema musicale ritorna tre volte nei “tre atti”, congegnati come tre livelli piramidali, ed ancora con il riferimento ai tre Templi (Natura, Ragione e Saggezza) e alle tre prove che Tamino deve superare per purificarsi.
Nella versione che porterà a Viterbo il regista Gordon Ostrowski, con la direzione del maestro Stefano Vignati, le scene e i costumi sono del teatro dell’opera di Roma, l’orchestra sinfonica del Tuscia operafestival e del progetto di formazione “Gioventù all’opera 2” con solisti e coro dell’International lyric academy, la voce recitante sarà quella del giovane attore Sante Paolacci che avrà il duro compito di cimentarsi in un ruolo già sostenuto al Tuscia operafestival da Moni Ovadia, Paolo Manganiello, Antonio Giuliani e Neri Marcorè.
Il cast è composto da giovani talenti provenienti da tutto il mondo. Il ruolo di Tamino sarà interpretato dal tenore messicano Alfredo Martirena, Pamina dal soprano greco Theodora Cottarel, mentre il Papageno sarà interpretato dal baritono americano Daniel Grambow. Il ruolo della Regina della Notte, uno dei personaggi più attesi sulla scena è del soprano americano Leah Barnett, un vero e proprio talento di questo panorama musicale, tanto che nel Tuscia operafestival oltre a cantare nella produzione de “Il Flauto Magico” sarà anche tra i professori d’orchestra per la messa da requiem di Verdi del 27 luglio tra i violoncellisti.
Lunedì 15 luglio (ingresso libero) arriva un pezzo di storia della cinematografia italiana: Lina Wertmüller, intervistata da Stefano Vignati nell’ambito della rassegna “Pagine, Parole &… Cinema” parlerà del suo libro “Tutto a posto e niente in ordine”. Una rilettura a tutto tondo della vita di Lina Wertmüller: la regista ripercorre la sua vita sin da quando era bambina.
Poi descrive tutte le tappe della sua carriera cinematografica: dagli esordi con i grandi registi (da Garinei a Fellini), alla prima prova dietro la macchina da presa con “I Basilischi”; dai film che hanno segnato gli anni ’70 e ’80 all’incontro con attori del calibro di Giancarlo Giannini e Mariangela Melato. “Mimì metallurgico ferito nell’onore” del 1972, “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” del 1974, “Pasqualino Settebellezze” del 1976, sono solo alcuni dei suoi capolavori. Per “Pasqualino Settebellezze”, che ebbe successo anche negli Stati Uniti, la Wertmüller fu candidata a tre Premi Oscar nella cerimonia del 1977, tra cui quello per la miglior regia, mentre una quarta nomination arrivò a Giancarlo Giannini per la sua interpretazione del protagonista.
Il libro finisce con la citazione del Tuscia operafestival, l’ultimo lavoro del grande Job che tutti ricorderemo per aver portato Viterbo nel 2007 su tutta la stampa internazionale con la produzione de “Le Nozze di Figaro”, ripresa da Raitre e mandata in prima serata.
Per i biglietti de “Il Flauto Magico” si può consultare il sito www.tusciaoperafestival.com oppure chiamare il 340.0880077. La biglietteria è aperta in Via San Lorenzo 101 a Viterbo tutti i giorni dalle ore 17 fino ad inizio spettacolo; per la prevendita ci sono l’ufficio turistico di Via Ascenzi 4 (0761325992) oppure Underground in Via della Palazzina (0761 342987) negli orari di apertura.
Tuscia operafestival
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