– Incompatibilità, arriva il parere della Civit.
Passo in avanti sulla vicenda della presunta incompatibilità dei consiglieri comunali del Pd Francesco Serra, Patrizia Frittelli e Mario Quintarelli e del consigliere provinciale Vincenzo Bruni (Pdl).
E’ di qualche giorno il parere della Civit, la Commissione indipendente per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Secondo l’interpretazione sarebbero sicuramente salvi e compatibili Francesco Serra e Mario Quintarelli.
Restano, invece, da chiarire le posizioni di Patrizia Frittelli e Vincenzo Bruni. Entrambi a capo di una struttura dipartimentale, anello intermedio, tra le unità complesse e quelle semplici.
In base alla circolare emessa dalla commissione, “il legislatore ha riservato al settore sanitario una specifica disciplina, considerando, espressamente, solo la dirigenza rappresentata dal vertice delle aziende sanitarie ovvero il direttore generale, il direttore amministrativo e il direttore sanitario delle aziende sanitarie locali”.
Il documento specifica che il decreto “non trova applicazione al personale medico di staff che non esercita tipiche funzioni dirigenziali“. Una condizione
Continua il documento: “Al contrario, i dirigenti di distretto, i direttori di dipartimento e di presidio e, in generale, i direttori di strutture complesse rientrano sicuramente nel campo di applicazione della disciplina in esame”.
Sia Frittelli che Bruni, a Belcolle ricoprono un incarico immediatamente sotto al responsabile Uoc con autonomia a livello di personale, posti letto e budget.
Il problema più delicato è rappresentato dai dirigenti di struttura semplice. “Per quanto riguarda i dirigenti di struttura semplice va, infatti, preliminarmente rilevato come nel quadro normativo delineato dalla l. n. 190/2012 e dai decreti di attuazione, l’art. 41, co. 2 del d.lgs. n. 33/2013 preveda espressamente che la disciplina in materia di trasparenza sia applicabile soltanto ai dirigenti di struttura complessa ma non anche a quelli che dirigono la struttura semplice”.
E ancora: “Alla luce di quanto osservato, per i dirigenti di strutture semplici non inserite in strutture complesse deve concludersi per la applicabilità della disciplina in esame – conclude la circolare -. Per i dirigenti che dirigono strutture semplici inserite in strutture complesse la disciplina non è applicabile tranne il caso in cui, tenuto conto delle norme regolamentari e degli atti aziendali, al dirigente di struttura semplice sia riconosciuta, anche se in misura minore, significativa autonomia gestionale e amministrativa”.
Ora la Asl, dopo aver sospeso la prima lettera con cui chiedeva di scegliere tra i due ruoli entro quindici giorni, dovrebbe girare il parere ai diretti interessati che, dopo l’interpretazione, forniranno le loro indicazioni all’azienda.
Il capogruppo del Pd in comune Francesco Serra, appresa la notizia, si è detto soddisfatto per la conclusione di una vicenda tirata troppo per le lunghe. “Sono assolutamente compatibile con il ruolo di consigliere comunale – commenta Serra -. E’ stato montato un caso che non c’era. Bastava solo avere un minimo di pazienza, soprattutto da parte del comune. Si è tentato inutilmente di forzare la mano, quando, di fatto, non siamo incompatibili”.
Più rammarico che soddisfazione per il consigliere Pd Mario Quintarelli. “La vicenda – dice Quintarelli – mi è sembrata da subito una forzatura imposta probabilmente da qualcuno. Se avessero letto i documenti con più attenzione, certe cose non sarebbe accadute. Bastava anche confrontare i diversi pareri che già c’erano. Sia io che Serra siamo esclusi, comunque. Il problema non c’era dall’inizio e non c’è adesso. Sono sempre stato convinto della mia posizione. Non sono soddisfatto, ma rammaricato per il modo in cui certi provvedimenti sono stati presi nei nostri confronti. Senza nemmeno informarci, infatti, ci hanno inviato le lettere, soprattutto l’amministrazione comunale. Tutto è stato fatto per colpire qualcuno, specie se si tiene conto dei tempi con cui sono accaduti certi meccanismi. Qualcosa non quadra e se c’è un responsabile, bisogna che paghi le conseguenze”.
Sulla vicenda interviene anche Sandro Mancinelli, Pd area Renzi, che parla di una bufala. “Ho letto la circolare della Civit – dichiara l’esponente del Pd -. Se prima di far partire lettere perentorie con una solerzia assolutamente ammirevole, Comune e Asl avessero consultato i diversi organi preposti si sarebbero accorti che non c’era nessuna incompatibilità. E’ stata sollevata una tempesta in un bicchiere d’acqua. Nella circolare sono riportate circa venti situazione analoghe a quella di Viterbo e, in tutti i casi, prima di prendere provvedimenti, hanno richiesto spiegazioni sui dubbi interpretativi. Solo da noi invece l’incompatibilità è stata data per scontata. Non è stata una bella pagina e ci sono state troppe approssimazioni amministrative”.
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