– Domenica 14 luglio prossimo, si chiuderà il sipario sul 19esimo anno accademico della Scuola di Arti Visive Next di Viterbo e Tuscania e sull’undicesima edizione di “Insegnando ad amare l’Arte”, l’ormai tradizionale rassegna di fine anno della medesima scuola, diretta dalla pittrice Antonella Properzi.
Ancora per alcuni giorni, i 400 dipinti realizzati da un centinaio di allievi, rimarranno esposti presso la suggestiva chiesa di S. Egidio a Viterbo, in Corso Italia, ammirati da migliaia di visitatori entusiasti (soltanto la serata inaugurale, il 6 luglio scorso, ha registrato oltre 500 presenze).
La scuola si occupa di arti visive, della loro promozione quale che sia il genere o la forma ed è nata a Tuscania una ventina d’anni fa. Next, significa vicino, prossimo e ha messo radici fitte come i rami di un baobab in tutta la provincia. Next che però senza troppi sforzi logici, si può intendere pure come futuro.
E da sabato 6 luglio fino a domenica 14 luglio questo futuro va in scena. Meglio, si mette in mostra con una ricchissima esposizione di opere.
Olio su tela e tavola, acquerelli, pastelli, tempera, acrilico, dietro alla cui realizzazione si potrebbero nascondere gli artisti di domani.
Allievi della scuola. Allievi di tutti e tre i livelli di corso che caratterizzano questa splendida e ormai consolidata realtà culturale della Tuscia.
Semplici amanti dell’arte – quella con la A maiuscola che è passione fine a se stessa e stop – di ogni età, che hanno voluto dare corpo alle proprie emozioni, gioie e fragilità, attraverso una tavolozza.
Nature morte di ispirazione caravaggesca, paesaggi invernali gonfi di atavico spleen, ritratti che nelle linee ieratiche del volto riescono ugualmente a trasmettere emozioni.
Emozioni, positive o negative, la liberazione delle quali è il fine ultimo della scuola.
“Il nostro obiettivo non è quello di forgiare grandi maestri e di promettere presunti geni creativi in tempi record – si legge sul sito internet della scuola – ma di essere semplicemente ed efficacemente una scuola.
Non amiamo illudere le persone: non raccontiamo loro che dopo appena qualche mese, disegnando e dipingendo senza alcun criterio, senza essere guidate da un programma ben strutturato e da una costante e seria verifica sul percorso d’apprendimento, potranno trasformarsi improvvisamente in artisti magari di successo. Piuttosto perseguiamo un fine più concreto e nobile: l’Arte”.
Ecco, l’arte, che non cerca la celebrazione dell’uomo ma solo, in qualche modo, la propria. Perché strumento di elevazione e di crescita e non mezzo di affermazione e di dominio di qualcuno o qualcosa sull’altro.
L’arte come emozione e passione che passa attraverso studio e sofferenza (passione/patire). L’arte che non ha bisogno di guru, ma solo di chi ha la sensibilità di donargli un po’ di questo tempo divorato dalle scavatrici.
Prossimo appuntamento è per sabato 28 settembre, con la consueta cerimonia di inaugurazione del nuovo anno e l’avvio della ventesima entusiasmante stagione di corsi d’arte.
Orari di visita alla mostra: 10/13 – 17/20 – 21,30/24
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