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Viterbo - L'appello di Roberto Talotta (Fondazione)

“Operatori sanitari in crisi, intervenire subito”

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Roberto Talotta

Roberto Talotta 

Riceviamo e pubblichiamo – Nella tormentata situazione in cui versa la Sanità locale, si è creata un’emergenza davvero allarmante per la pesantezza che sta assumendo la storia di circa duemila persone, giunte ormai allo stremo della sopportazione e dell’indignazione; stiamo parlando degli operatori dipendenti della Casa di Cura Villa Rosa, Villa Buon Respiro, della Nuova Santa Teresa del Gruppo RO.RI. e delle loro rispettive famiglie, da mesi in grave difficoltà economica per il mancato pagamento degli stipendi o aggrediti psicologicamente dai minacciati licenziamenti, richiesti dalla “parte datoriale” per fronteggiare uno “stato di crisi” che, se riferito alla Sanità, risulta alquanto paradossale e anticostituzionale.

Nonostante l’interessamento del Prefetto di Viterbo e l’azione decisa e costante delle organizzazioni sindacali, la vicenda di queste persone resta “ferma al palo” e, tenendo conto che stiamo parlando dell’assenza della più elementare forma di sussistenza, non possiamo tacere le forti responsabilità che derivano da un certo lassismo, facilmente riscontrabile anche in quella Politica che, nelle sedi preposte, doveva mettere in campo la sua azione per risolvere una delicatissima vertenza che, seppure finalizzata alla tutela delle retribuzioni, avrebbe inciso positivamente sulla tranquillità e salvaguardia dell’assistenza ai degenti delle strutture interessate.

Su questo aspetto, è facile riscontrare che, tra la giunta Polverini prima e la giunta Zingaretti oggi, certe anomalie sono del tutto somiglianti nella forma e nella sostanza e continuano a cronicizzare siffatte emergenze, nel disinteresse di coloro che sono chiamati alla salvaguardia della “Salute Pubblica”, una negligenza, questa, che induce ad una biasimevole assuefazione su alcuni gravi problemi sanitari, come la penuria di posti letto, la carenza di infermieri e tecnici, le interminabili “liste d’attesa”, l’accorpamento dei reparti, il vitto precotto per i malati, Belcolle ancora da completare, l’infinita storia dei precari, licenziamenti e mancato pagamento degli stipendi soprattutto ai dipendenti degli Istituti privati convenzionati.

“FondAzione” si ritiene alquanto preoccupata per come sta peggiorando il contesto sanitario viterbese e, mentre esprime sincera solidarietà verso tutti gli operatori gravemente colpiti nei loro diritti più elementari ed irrinunciabili, esorta la Regione e l’Amministrazione Comunale ad intraprendere le necessarie iniziative per superare l’attuale insostenibile condizione che destabilizza il futuro economico ed occupazionale di numerosi operatori e impoverisce una disponibilità sanitaria che, ribadiamo, a Viterbo va potenziata e non alleggerita in ragione di reiterati e penalizzanti decreti regionali e di Governo.

 Roberto Talotta
per il Comitato Comunale di FondAzione


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18 luglio, 2013

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