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Regione - Vito Ferrante (Afesopsit) alla commissione: "Urgente intervenire nelle situazioni più critiche eliminando il rischio di trattamenti violenti dei pazienti"

Salute mentale, la consulta viterbese ricevuta alla Pisana

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Vito Ferrante

Vito Ferrante

Riceviamo e pubblichiamo – Il 16 luglio la consulta dipartimentale per la salute mentale della Asl di Viterbo è stata ricevuta per una audizione dalla commissione permanente per la sanità della Regione Lazio.

L’incontro era stato richiesto, oramai in tempi storici, alla presidente Polverini, la quale, però, non aveva mai risposto.

Hanno partecipato all’audizione Vito Ferrante, presidente della Consulta; Roberto Stefanelli, associazione Utenti; Silvana Porchiella, Caritas; Anna Laura Stefanoni, associazione XIII Maggio e Luigi Concordia, associazion Psichiatria Democratica.

Durante l’audizione, il presidente della consulta, ha illustrato gli argomenti contenuti nei documenti stessi, riguardanti peraltro, non solo le problematiche del Dipartimento salute mentale ma quelle di tutta l’area del “disagio”, mettendo in evidenza.

La grave carenza del personale del dipartimento che mette a rischio la presa in carico dei pazienti, la continuità terapeutica, la chiusura di qualche servizio territoriale, specialmente durante il periodo estivo.

Questa situazione si è venuta a creare a causa del blocco del turnover, che impedisce la sostituzione per pensionamenti, per decessi, per trasferimenti in altre regioni (vincitori di concorsi) e per maternità, visto che è negato anche il diritto a diventare mamme. Le carenze sono tali che non esiste, materialmente la possibilità di rispondere alle esigenze del territorio. Spostando gli operatori da un Csm all’altro non si risolve il problema anzi si aggrava ancora di più la situazione degli utenti, che vengono sballottati da un operatore all’altro.

La situazione di precarietà di molti operatori che, già da anni lavorano sul territorio, è gravissima e mette in serie pericolo la continuità terapeutica. Quindi la stabilizzazione è un atto dovuto, che non comporta nessun aumento di spesa.

L’operato del direttore del dipartimento il quale sembra non voler in nessun modo “riconoscere” le sue funzioni alla consulta, la quale, peraltro, è una struttura dipartimentale. L’incapacità di saper gestire il dipartimento di salute mentale.

Sert: Si trova ad operare in gravissime condizioni, sempre per la mancanza di personale e di risorse. Alle dipendenze “classiche” si sono aggiunte le nuove forme di “dipendenza” (gioco d’azzardo, slot macchine). Un altro onere aggiuntivo degli ultimi anni sono le migliaia di visite per le persone positive all’alcol test.

Npi (Neuro psichiatria infantile): Le condizioni in cui si trovano ad operare gli operatori all’interno di Npi sono proibitive perché dare delle specifiche risposte a 1500 bambini senza figure professionali è una pura utopia. Di conseguenza spesso le prestazioni sanitarie vengono delegate a strutture “private” le quali non sempre e non tutte sono in grado di fornire delle buone pratiche.

Uosida: La situazione del disabile adulto è insostenibile. Dei cinque distretti della nostra provincia quattro sono chiusi e solo il 3 è aperto. In questo modo non emergono problemi sul territorio e le famiglie vengono lasciate sempre più sole. La responsabile va in pensione alla fine dell’anno e nessuno si preoccupa di affiancarla.

Spdc (servizio psichiatrico diagnosi e cura): Il presidente Vito Ferrante ha denunciato l’uso delle contenzioni nel Spdc, richiamando l’attenzione della commissione su documenti dai quali emergono situazioni vessatorie, violente e disumane per i contenuti (citando il presidente Vito Ferrante: “legare le persone che sono in difficoltà è un atto violento che annulla la dignità umana”).

Gli interventi degli altri componenti della consulta hanno, poi, fatto risaltare singoli casi, precisando le condizioni della Sanità del territorio sulla comunità di Orte, le case famiglia, i progetti abitare e in particolar modo sulle provvidenze economiche, chiedendo alla commissione di ripristinare la vecchia delibera.

I membri della commissione hanno ascoltato per circa due ore con attenzione l’esposizione degli argomenti, dimostrando particolare interesse per i temi trattati.

Il presidente della commissione e tutti i membri della stessa hanno garantito interessamento e, rifacendosi al ruolo ispettivo proprio della commissione, hanno assolutamente ritenuto opportuna una loro “visita” per verificare direttamente le condizioni reali nelle quali è attualmente la sanità viterbese.

E’ stato confortante, per i membri della consulta, verificare che la loro audizione non è stata “inutile”, come il direttore di dipartimento di salute mentale, aveva prospettato, in un “estremo tentativo” di scoraggiamento nell’ultima consulta dipartimentale per la salute mentale di Viterbo. Secondo il direttore del dipartimento esisteva già un tavolo tecnico fra la regione e i capi dipartimento e che quindi il lavoro della consulta e della commissione era inutile.

Il presidente nel congedarsi a rivolto alla commissione un appello: “Qualsiasi cosa facciate, decidiate o programmiate ricordatevi che le persone che sono in difficoltà percepiscono una pensione mensile di 280 euro circa. Con quella somma vivono. Vi prego di tenerlo a mente”.

Afesopsit


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25 luglio, 2013

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