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“Santucci ha perso un’occasione per stare zitto”

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Andrea Egidi

Andrea Egidi 

– “Santucci ha perso un’occasione per stare zitto”.

Ci va giù duro Andrea Egidi. Le dichiarazioni di Gianmaria Santucci non sono piaciute al segretario del Pd, per cui, l’ex assessore provinciale ha cercato di darsi visibilità per nascondere il fallimento elettorale che ha ottenuto con FondAzione. Egidi difende la giunta e la nuova amministrazione perché, come sostiene, sta affrontando le questioni con il piglio giusto per dare risposte ai cittadini.

Il consigliere Gianmaria Santucci ha dichiarato “Nemmeno sono partiti e già litigano”. Cosa ne pensa.
“Santucci – dice Egidi – racconta fandonie. Probabilmente doveva trovare un modo per ricordare a tutti che esiste, specie dopo il fallimento elettorale annunciato che ha subito alle amministrative. L’ex assessore ha anche la memoria corta perché dimentica il travagliato avvio della giunta Meroi. Se ci avesse pensato, forse ora avrebbe usato il silenzio, che mai come in questo caso sarebbe stato d’oro”.

Un attacco frontale, il suo.
“Difendo la nuova giunta e difendo Leonardo Michelini, soprattutto da chi si pone in maniera poco positiva e propositiva”.

Anche Mario Quintarelli (Pd), membro della maggioranza, si è messo di traverso in occasione del primo consiglio comunale, attaccando la gestione autoritaria del sindaco.
“Ha dato un suo giudizio. Il sindaco è stato eletto e ha gestito a modo suo la formazione della giunta visto che è una sua prerogativa. Nel momento in cui ha definito coi partiti i numeri della squadra e i criteri, ha poi deciso. Leonardo si conferma una persona determinata, che fa politica con meccanismi diversi. Non mi scandalizza. Se in seguito, farà delle cose che non andranno bene, glielo dirò, come ho sempre fatto. Comunque, sono uno di quelli che, dopo questo risultato storico, tende a valorizzare gli aspetti positivi, piuttosto che soffermarsi su questioni ormai superate”.

Era d’accordo anche quando Michelini ha detto di “non volere interferenze né dai partiti, né dai segretari di partito”?
“Sono cose che si dicono, ma poi si sa che non è così. Michelini è consapevole di essere sostenuto dai partiti ed è consapevole della forza e del ruolo del Pd che ha più volte ribadito. Il sindaco ha rapporti col Pd in giunta, in consiglio e fuori dal comune con il gruppo dirigente della federazione e il sottoscritto. Sa che sulle grandi questioni di sviluppo della città, dovrà ragionare e costruire le scelte insieme a noi e alla politica. Non è un caso che in campagna elettorale, a differenza del primo turno, ha iniziato a parlare di giunta di centrosinistra senza le rimostranze iniziali”.

Tornando a Quintarelli, però, che peso hanno le sue parole?
“Sono le dichiarazioni di un consigliere che probabilmente aveva in mente un altro modo di discutere ed essere coinvolto nel dibattito politico che ci può stare all’interno di un gruppo di dodici persone come quello del Pd in consiglio comunale. Non mi sembra sconvolgente”.

A pochi giorni dall’insediamento della nuova amministrazione, che idea si è fatto?
“E’ presto, ma mi sembra che il sindaco abbia già chiare le urgenze della città. Lo dimostra l’incontro di pochi giorni fa con il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando sull’emergenza arsenico. Un passo non definitivo, ma che fa capire la voglia di dare risposte immediate. Michelini ha gestito col piglio giusto anche la nomina della giunta e la vicenda delle Esattorie. Le prime settimane sono comunque di assestamento e, ora, con l’estate ci sarà più calma per impostare un piano di lavoro. I temi da affrontare sono tanti, a partire dall’impostazione del bilancio del prossimo anno e da come riaprire un canale con la Regione. L’atteggiamento della nuova amministrazione comunque mi sembra quello giusto”.

Michelini è o no un sindaco autoritario?
“Assolutamente no. Si è costruita intorno a lui questa immagine che non gli si addice. L’ho conosciuto in questi mesi come una persona politicamente molto ragionevole e decisa. E’ un amministratore che ascolta e si confronta, ma che al tempo stesso tira dritto. Un profilo sicuramente diverso da quello di alcuni sindaci che abbiamo visto all’opera in questi anni e non solo a Viterbo. La sua determinazione dipende dalla consapevolezza di aver dato un contributo importante per la vittoria”.

Non crede che la vicenda dell’ottavo assessore sia stata tirata troppo per le lunghe?
“Sì e nei giorni scorsi, ho consigliato a Leonardo di rimanere a una giunta a sette. Se poi, nei prossimi mesi, sentirà l’esigenza di rafforzare la squadra potrà farlo. La giunta può partire a sette, anche perché il sindaco è in grado di gestire quelle deleghe per la sua esperienza da presidente di un’associazione di categoria”.

Se Michelini insistesse per una giunta a otto, quale nome consiglierebbe al sindaco?
“Non spetta a me dirlo, l’unica cosa che posso suggerire è di ragionare su un profilo affine alle deleghe che sono rimaste fuori”.

Cosa ne pensa di Filippo Rossi alla presidenza del consiglio comunale?
“E’ un accordo politico che è stato mantenuto. Secondo me, Rossi, in quel ruolo, può dare un buon contributo alla città”.

Viva Viterbo, senza apparentamento, ha ottenuto un assessorato e la presidenza del consiglio. Il Pd, che è il maggiore partito della coalizione, ha quattro assessori sulla carta e non ha espresso il sindaco. Non è stato di fatto penalizzato?
“Su una giunta a sette siamo presenti con tre assessori, almeno per il momento, e quindi non mi sembra ci siano state penalizzazioni, anzi il partito è rappresentato adeguatamente. Tutti ci aspettavamo un ruolo in giunta di Serra, capolista del Pd, nonché il più votato, ma lui ha espresso la volontà di non esserci. La formazione della squadra è stata fatta in tempi record e, probabilmente, in certi momenti una valutazione più approfondita e la mediazione dei partiti poteva essere di aiuto. Credo anche Michelini se ne sia reso conto. La questione comunque è stata superata bene, con Serra che si è reso disponibile ad assumere la carica di capogruppo. Una funzione politica risponde al suo largo consenso elettorale. Serra guida il gruppo più importante in consiglio comunale e credo per lui sia una grossa soddisfazione”.

Paola Pierdomenico 


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