– Batteri fecali nelle acque dei laghi. Ovvero, bacini contaminati dagli scarichi fognari.
La Goletta dei laghi di Legambiente mette in evidenza una situazione da semaforo rosso: in Italia il 51 per cento dei 104 campioni prelevati in sedici laghi del centro e nord Italia risulta inquinato.
Nel Lazio, i sette laghi presi in considerazione rilevano una contaminazione pari al 34 per cento dei ventitre punti campionati, con i “nostri” laghi di Bolsena e di Vico che presentano situazioni abbastanza tranquille sotto questo profilo.
Quello di Vico, in particolare, i tre campioni prelevati, rispettivamente in località Arenari (Ronciglione), Scardenato (Caprarola) e alla spiaggetta sotto la strada di San Martino (Caprarola), risultano tutti entro i termini stabiliti per legge.
Cinque i prelievi effettuati invece, al lago di Bolsena, dei quali tre sono risultati entro i limiti (spiaggia in via Cava a Marta, fosso del cimitero a Bolsena e San Lorenzo Nuovo), mentre gli altri due hanno avuto il “cartellino” giallo, ovvero inquinati (spiaggia viale Regina Margherita tra via dei Pini e via degli Eucaliptus a Capodimonte e la foce del torrente presso il parco giochi a Montefiascone).
Vicino a noi, va peggio al lago di Bracciano, dove su cinque prelievi effettuati, tre sono risultati fortemente inquinati, uno inquinato e uno nella norma.
La maglia nera per l’inquinamento, stando ai dati Legambiente, spetta al lago di Como, dove su sedici punti in cui sono stati rilevati i campioni d’acqua, nove sono fortemente inquinati e tre inquinati. Subito dopo c’è il lago di Garda.
Tutta colpa, per il responsabile scientifico Legambiente Giorgio Zampetti, di un sistema depurativo carente.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY