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Viterbo - Cultura - Andrea Baffo e Michele Pepponi tracciano un bilancio del festival che si è appena concluso

“Caffeina, un’occasione per far girare l’economia”

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Andrea Baffo

Andrea Baffo

Andrea Baffo e Michele Pepponi

Andrea Baffo e Michele Pepponi

Michele Pepponi

Michele Pepponi

Andrea Baffo e Michele Pepponi

Andrea Baffo e Michele Pepponi

Filippo Rossi tra il pubblico della conferenza

Filippo Rossi tra il pubblico della conferenza

La conferenza di Caffeina

La conferenza di Caffeina

– “Un’occasione per far girare l’economia”.

Andrea Baffo traccia un bilancio di Caffeina, il festival di cultura che per quasi due settimane ha animato le strade e le piazze del centro storico di Viterbo. Con lui anche il presidente della Fondazione, Michele Pepponi.

Entrambi hanno illustrato i numeri di questa edizione appena conclusa. “Undici giorni – inizia a elencare Baffo -, 19 location, oltre 450 eventi   e ancora 80 gli spettacoli per i bambini e le famiglie, 50 i concerti e quasi venti le mostre”.

La lista non finisce qui. “Impressionante è il numero degli ospiti, circa 900, che sono venuti per intervenire, intervistare o mediare un evento. Altro dato essenziale è che, in questa edizione, oltre 45mila persone hanno assistito agli spettacoli in programma. Di queste, 20mila hanno acquistato il biglietto per le location a pagamento. Complessivamente il flusso stimabile di chi è entrato alla cittadella, anche solo per vivere il clima del festival, senza necessariamente assistere alle serate, è di 400mila“.

Quest’anno Caffeina poi si è spostata anche fuori dalla città. A Mammagialla. “Roberto Giacobbo, Niccolò Fabi, Vittori Sgarbi, Franco di Mare e Fiorella Mannoia hanno portato la loro arte all’interno del carcere. Tra tutti gli spettacoli, ricordo il pomeriggio con la Mannoia che è stato uno dei momenti più emozionanti in cui ho visto grande commozione da parte dell’uditorio”.

Baffo si è detto soddisfatto del lavoro svolto. “Quasi mille persone sono coinvolte nella macchina Caffeina e l’hanno fatta muovere ogni giorno. Mi riferisco ai  fonici, alla segreteria, agli uffici stampa e alle tante persone che ogni giorno si sono impegnati per le serate. E poi i volontari, oltre 200, che hanno permesso l’organizzazione e senza i quali Caffeina sarebbe rimasta solo una bella idea. Non siamo così pazzi o scemi da pensare che il festival possa risolvere i problemi del mondo – conclude Baffo -. Caffeina è un evento che è nato per comunicare. Punto. Non ci sono altri obiettivi e non si vuole sostituire o alternare ad altro. Il festival vuole solo migliorare e dare visibilità al territorio. Da parte nostra, siamo contenti”.

Quindi il presidente della Fondazione Michele Pepponi. “Caffeina – dice Pepponi – è stata per Viterbo una crescita economica. I numeri illustrati da Baffo sono stati possibili anche grazie agli oltre 100 inserzionisti, gli 11 sponsor tecnici, i 17 sponsor, i 400 soci sostenitori e benemeriti e ai 37 soci fondatori. Un piccolo gruppo, ma molto importante. La Fondazione lavora tutto l’anno per raccogliere le adesioni delle varie categorie della società e contribuire alla realizzazione del festival”.

Per Pepponi, la manifestazione ha fatto da volano all’economia locale. “Calcolando circa 400mila visitatori nel centro storico con una media di 20 euro di spesa ciascuno, sono stati consumati all’interno di Viterbo circa 800mila euro. L’obiettivo della Fondazione è quello di rendere la città attrattiva per un lungo periodo e per fare questo serve uno sforzo collettivo. Caffeina nasce come festival e la Fondazione nasce come sostegno alla manifestazione e soprattutto come catalizzatore per avvicinare le realtà che vogliono unirsi intorno a un progetto di sviluppo per la città”.

Un piano a cui tutti devono collaborare. “Credo vadano subito aperti dei tavoli con le istituzioni locali e la Regione perché una manifestazione del genere ha bisogno di un supporto che non ci faccia sentire soli. Da oggi inizieremo a progettare il festival 2014. L’obiettivo per noi è avere la consapevolezza che Caffeina sia vissuta dalla città come una manifestazione per la città e non per chi la organizza. E’ la mia missione  – conclude il presidente -. La fondazione serve a questo”.

 


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9 luglio, 2013

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