(g.f.) – “Le sentenze della magistratura, quelle definitive si possono criticare, ma vanno rispettate ed eseguite. Altrimenti scivoliamo verso la repubblica delle banane”.
Sul palco della festa dell’Unità arriva l’ospite più atteso, ieri sera a piazza san Carluccio il segretario nazionale Guglielmo Epifani. Intervistato dal direttore dell’Unità Claudio Sardo. Non è la prima volta a Viterbo per Epifani, ha già visto anche il trasporto della Macchina di santa Rosa, anche se quest’anno non potrà esserci. Per lui sono venuti in diversi ad ascoltarlo, seppure manchino democratici viterbesi, da Fioroni in giù (fotocronaca).
Ci sono Egidi, Mazzoli, Panunzi, ma molti sono assenti. Tutti alle penne sotto la Macchina di santa Rosa?
Nell’intervista a Epifani, occhi puntati sul filo che lega il governo Letta alle sorti dei Berlusconi, ora che sono uscite le motivazioni della condanna. Epifani non ha dubbi sul comportamento dei parlamentari Pd quando si voterà la decadenza da senatore.
“La legge deve essere uguale per tutti – dice Epifani – ci comporteremo come una qualsiasi forza politica europea.
La legge è uguale per tutti, non c’è nessuno che viene prima della legge, tutti sono subordinati. Ci ispireremo a questi criteri. La difesa ha diritto difendersi. Ma alla fine deve arrivare un voto”. Non crede molto nel ricorso alla corte costituzionale. “Rispetto le opinioni dei giuristi, quando avanzano dubbi d’incostituzionalità della legge Severino, ma la giunta del Senato deve decidere e chiedo che decida. Valuti e scelga, applichi la legge. La legge è pienamente costituzionale. Questa è la stessa linea che avremmo adottato per un iscritto del Pd. Siam rigorosi con i nostri e verso gli altri.
Non siamo un partito giustizialista, ma garantista. Non ci sono giustizie diverse”. Sul dibattito che si sta accendendo sul prossimo congresso Pd, il segretario Epifani fa notare come il suo sia uno dei pochi partiti a svolger i congressi, mentre spiega gli ultimi provvedimenti del governo Letta. “ Sono stati decisi sette provvedimenti, di cui tre a carattere sociale.
E’ stata rifinanziata con cinquecento milioni la cassa integrazione in deroga, che era ormai vuota. Coprirà solo metà di quanto serve. Metteremo in tutela settemila persone, ma ne rimangono fuori 130mila. Poi con la cassa depositi e prestiti permetteremo a giovani coppie e precari di accendere un mutuo”.
Quindi l’Imu che sarà rimodulata in un’unica tassa insieme alla Tares e sarà di un terzo più bassa rispetto alle due messe insieme e sarà un’imposta federale, i sindaci potranno decidere come modularla”. E un indirizzo da dare a Letta: “Non seguire le idee di Berlusconi sul governo, ogni giorno cambia idea. Questa intesa con il Pdl non aveva alternative, con Grillo che si è tirato dietro e l’inopportunità di dare di nuovo vita a un esecutivo di tecnici”.
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