(g.f.) – Qualche turista armato di mappa e cappellino per ripararsi dal sole, attraversa piazza del Plebiscito, altri, sprovvisti della mappa, chiedono informazioni: “Dov’è quella piazza che abbiamo visto anche in televisione, con gli archi?”.
Ne sapranno qualcosa in più all’ufficio turistico, aperto.
Ferragosto a Viterbo, è un film già visto (fotogallery).
Città semi deserta, pochi viterbesi in giro, qualche turista, strade vuote, affollati quei pochi bar aperti, mentre per pranzare, ristoranti i cui titolari hanno deciso di non andare al mare, ce ne sono.
Basta solo avere un po’ di pazienza e cercare.
Quest’anno, dentro le mura c’è anche un supermercato aperto, altrimenti l’alternativa è un panino con la porchetta a piazza San Faustino.
Macchine in giro poche, il parcheggio al parcheggio del Sacrario c’è il deserto.
Così come desertica diventa tutta la città con l’avvicinarsi dell’ora di pranzo e le temperature che aumentano.
Chi può o chi vuole, ha scelto il mare, almeno per un giorno.
Molti i negozi che hanno abbassato le saracinesche ieri sera e le riapriranno lunedì mattina. Non proprio ferie, solo una pausa prolungata. La stessa che sembrano essersi presi anche diversi viterbesi.
C’è la crisi, ma ferragosto è sempre ferragosto.
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