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Viterbo - Provincia - I neo assessori Fratelli d'Italia Camilli e Fracassini: "Vogliamo essere incisivi"

“La provincia deve cambiare marcia”

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Il gruppo provinciale di Fratelli d'Italia

Il gruppo provinciale di Fratelli d’Italia e il capogruppo in comune Buzzi

Il gruppo provinciale di Fratelli d'Italia

Il gruppo provinciale di Fratelli d’Italia

Il gruppo provinciale di Fratelli d'Italia

Il gruppo provinciale di Fratelli d’Italia

(g.f.) – La provincia deve cambiare marcia.

Con la nuova giunta, si spera che abbia ingranato quella giunta. Il gruppo di Fratelli d’Italia a palazzo Gentili fa il punto dopo le non facili settimane di crisi che hanno portato a una soluzione, passando da uno a due gli assessori, Piero Camilli e Antonio Fracassini, mentre lasciano la presidenza del consiglio.

Per effetto dell’avvicendamento, in consiglio arriva Alberto Cataldi.

“Ho sentito molte polemiche inutili – sottolinea Piero Camilli – il nostro gruppo aveva quattro consiglieri ed eravamo sottostimati, non incidevamo sull’andamento generale.

Siamo arrivati quasi alla rottura, ma non per fame di posti. Non ci servono, ognuno qui campa del suo lavoro. Vogliamo cambiare marcia.

Non c’è un centesimo? Si devono trovare soluzioni. Convocherò appena possibile il personale per fare il punto della situazione”.

Camilli vuole fare un tagliando: “Per capire quali sono le nostre possibilità”. E non crede nell’abolizione delle province. “Va di moda volerle chiudere – spiega il neo assessore – così come si vuole liquidare ad esempio il consorzio bonifica del Paglia. Poi arriva un alluvione e viene giù Zingaretti con la pala a pulire?

La Regione non paga nulla al consorzio, ma questo mi pare di capire poco importa. La moda è quella di chiudere tutto quello che non li riguarda direttamente”.

Sulla stessa linea il suo collega Antonio Fracassini: “Con il taglio delle province – dice Fracassini – elimineranno solo i consiglieri e il presidente, che saranno eletti in modo diverso o chiamati in altro modo. E’ soppressione, non risparmio.

Si tolgono soltanto enti che sono interfaccia dei cittadini. Poi a chi si rivolgeranno? A Roma?”.

Sul lavoro da fare: “Siamo appena arrivati – spiega Fracassini ancora da scartare. Vedremo. Stiamo impostando il lavoro, saremo incisivi, indipendentemente dalle deleghe.

La gente da noi si aspetta risposte”.

Per Fratelli d’Italia si è appena chiuso in diversi comuni della Tuscia il ciclo di incontri “Nelle piazze tra la gente” nei Comuni della Tuscia. “Da Civita Castellana – spiega Paolo Bianchini – a Tuscania, Sutri, Ronciglione, con l’inaugurazione delle sedi Civitella e Nepi e chiusura Oriolo Romano.

L’intento è arrivare a toccare realtà nuove che si sono avvicinate e l’apertura di circoli”. E arrivare pronti alla tornata elettorale della prossima primavera, quando andranno al voto 27 comuni nella Tuscia, insieme alle Europee. Appuntamento questo in cui Fratelli d’Italia avrà sicuramente un proprio candidato viterbese in lista.

Intanto è aperto il tesseramento che si chiuderà a novembre. All’incontro di stamani a palazzo Gentili, i capigruppo di provincia, Gianluca Mantuano e comune, Luigi Buzzi.

“Fratelli d’Italia nel centrodestra è l’unico movimento in controtendenza – dice Bianchini – che aumenta sia in percentuale sia sul territorio con l’apertura di nuove sezioni”.

“Ci sono provvedimenti della nuova amministrazione – ricorda Buzzi – come il regolamento per la Tares, su cui ci siamo opposti.

La rateizzazione approvata non ci vede d’accordo. Avevamo chiesto un acconto dell’80 per cento e non del novanta, ma la proposta non è stata accolta”.

In provincia: “Ci spiegano da più parti che queste amministrazioni sono inutili. E’ un capro espiatorio per dare in pasto a qualcuno la chiusura di qualcosa.

Basti pensare che tutta la giunta e i consiglieri, compresa la macchina che ruota attorno, costa quanto due consiglieri regionali in un anno”.

Secondo Camilli c’è voglia di destra pura: “Siamo una forza nuova – osserva Camilli – ma veniamo da lontani, non siamo nati stamani.

Abbiamo genitori anziani e importanti. C’è fame di destra pura. Mi chiedono girando d’aprire sedi, aderire.

E noi vogliamo essere presenti nei comuni per essere propositivi”.

Sull’intesa raggiunta in provincia: “E’ un’ottima intesa – conclude Bianchini – e siamo fiduciosi, ma ovviamente non siamo soli. E’ un matrimoni e speriamo che vada bene.

Comunque è la migliore soluzione che potevamo trovare”.

 

 

 


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6 agosto, 2013

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