(g.f.) – Progetto Plus, oltre tredici milioni per riqualificare il centro storico, in particolare valle Faul, partorito dall’amministrazione Marini, svezzato da Michelini.
Ma al nuovo sindaco e alla sua giunta l’idea non sembra piacere molto. Troppo edificata la valle, ha spiegato l’assessora Saraconi in commissione. Cercheranno d’intervenire. Ma è possibile?
“Modifiche – spiega Giulio Marini (Pdl) – sono impossibili”.
I bandi sono partiti, ci sono ferree scadenze da rispettare. Quindi? “Una sola cosa si può fare – dice provocatoriamente Marini – se non piace il progetto, rinunciassero al finanziamento, dicendo addio agli ascensori, al recupero della valle e a tutto il resto.
La mia idea era questa. Sarebbe assurdo, ma capisco che non la devono prendere per forza. Hanno un assessore all’Urbanistica che è una professionista, sa come muoversi. Rinunciare a tutto è possibile”.
La nuova amministrazione, pur apprezzando singolarmente la bontà degli interventi, vede nella valle di Faul un’eccessiva progettazione.
“Abbiamo ottenuto gli oltre tredici milioni di fondi – osserva Marini – perché ci siamo concentrati lì, per rendere fruibile e funzionale quella zona verde di Viterbo.
Ma vorrei sottolineare che oggi è verde e tale rimarrà anche dopo gli interventi. Diventerà la porta d’ingresso di Viterbo, punto d’accoglienza ed eccellenza, spazzando via una trascuratezza lunga decenni.
L’attenzione della comunità europea è arrivata perché dalla riqualificazione ne deriva benessere economico. Non avrebbero dato fondi se ad esempio, ne chiedevamo per riqualificazione ordinaria o straordinaria di una semplice piazza o per rifare una strada.
Tutto quello di cui da decenni se ne parla solamente a Viterbo, noi abbiamo provato a farlo. Ci siamo riusciti. Si andranno a realizzare.
Certe valutazioni secondo me sono inopportune. La valle incantata non serve a nessuno, occorre una valle Faul vissuta e funzionale”.
Dal centrosinistra fanno notare come potevano essere presentati progetti finalizzati al centro storico più in senso stretto. “Potevamo riqualificare piazza del Plebiscito – osserva Marini – posto che ci avrebbero concesso i soldi, che vantaggi avremmo ottenuto?
Sarebbe stata più bella. Punto. Ma con quali vantaggi? Con valle Faul recuperata, c’è un complessivo miglioramento di un’intera zona oggi poco fruibile, aumenta la funzionalità e quindi anche in termini economici arriveranno vantaggi.
Il turista arriva, con gli ascensori in un attimo è nel cuore di Viterbo, usufruisce di servizi. E’ un cambiamento radicale”.
A proposito dell’ascensore che porterà verso piazza San Lorenzo, la consigliera Boco (Pd) ha fatto presente che arriva in una zona morta, una scatola vuota, quindi inutile. Parlava della piazza del duomo.
“In un sondaggio del 2009 fra i viterbesi – ricorda Marini – l’ascensore era l’opera pubblica che più di altre i cittadini avevano scelto.
Sostenere che piazza San Lorenzo sia morta, è il motivo per cui serve l’ascensore. Per agevolare un flusso turistico.
In un attimo stai al duomo, a due passi da San Pellegrino, salendo dalla valle. C’è il progetto della diocesi per il museo del conclave.
Si riesce a rendere funzionale un’area, aggregando le diverse parti della città”.
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