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Economia - Viterbo città delle acque fuori dall'European historic thermal town association

Terme, serve lavoro di rete e internazionalizzazione

di Chiara Frontini
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Chiara Frontini

Chiara Frontini 

– Sulle terme ci vogliono lavoro di rete e internazionalizzazione.

Viterbo è fuori dal circuito europeo delle città storiche termali. Com’è possibile, vi chiederete. Eppure è così. Segno evidente di quanto poco i nostri amministratori abbiano voluto in passato investire sul turismo termale. A livello europeo esiste un’associazione di città storiche termali (Ehtta-European historic thermal town association) il cui fondatore è la città di Acqui Terme e che riunisce tutte le città termali che abbiano almeno 150 anni di storia.

Direi che con etruschi e romani, passando per Dante e Michelangelo, siamo anche ben oltre i 150 anni. E direi che le nostre risorse termali non hanno niente a che invidiare ad Acqui Terme, con tutto il rispetto per la ridente cittadina piemontese.

Un’associazione particolarmente selettiva, che concede l’accesso solo alle città che possiedono un rilevante patrimonio architettonico e acque con riconosciute proprietà termali, dalla quale passano tutte le proposte a livello europeo riguardanti la promozione, lo sviluppo, l’accesso ai fondi, ma anche la creazione della legislazione comunitaria nel settore termale.

Solo 24 membri in tutta Europa (in Italia, le città di Acqui Terme, Salsomaggiore, Montecatini e Fiuggi). Una rete importante che permetterebbe anche a Viterbo di entrare finalmente a far parte del giro dei big ed iniziare ad incidere sui processi decisionali del settore. L’amministrazione dovrebbe quindi tirar fuori un vero e proprio moto d’orgoglio per la nostra città e sancire l’adesione.

Riteniamo che questa sia un’opportunità che il comune di Viterbo non può permettersi di perdere: perciò, come gruppo consiliare Viterbo Venti Venti, abbiamo presentato un ordine del giorno in consiglio comunale per sancire l’adesione della nostra città all’Ehtta.

A patto che però non sia solo un’adesione formale, come quella all’associazione delle città sulla via Francigena, che in tutti questi anni ben poco abbiamo sfruttato, ma un trampolino per iniziare a valorizzare davvero le nostre acque. Su questo sensibilizzeremo anche i gestori, le associazioni e gli operatori del settore, perché solo attraverso una politica comune di promozione si possono raggiungere i risultati che la nostra città si merita. Ed entrare all’interno dell’Ehtta sarebbe per tutti i viterbesi vero motivo di orgoglio e una notevole opportunità di sviluppo economico e turistico.

Chiara Frontini
Consigliere comunale Viterbo Venti Venti


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26 agosto, 2013

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