Riceviamo e pubblichiamo – Si chiude con quattro giornate di anticipo il Tuscia in Jazz Festival dodicesima edizione.
Il bellissimo concerto di Israel Varela e della sua band a Sutri domenica 11, ha chiuso ufficialmente l’edizione 2013 del festival. Vengono, come annunciato ieri sera dal palco, cancellati i quattro concerti che si dovevano tenere dal 21 al 24 agosto a Bagnaia.
I motivi delle scelte ricadono sulla mancata risposta a oggi da parte del comune di Viterbo sugli esiti del bando per l’estate viterbese.
Nel 2012 il Tuscia in Jazz dietro ad un contributo di tredicimila euro da parte del comune di Viterbo aveva realizzato i seguenti concerti: Fabrizio Bosso trio e Francesco Cafiso duo all’Auditorium dell’Università in inverno. Roberto Gatto trio, Enrico Pieranunzi piano solo, Rosario Giuliani Hammond Trio e Pietro Tonolo trio a Piazza San Lorenzo in giugno. Francisco Mela Cuban Safari trio, Trubute to Duke, Aldo Bassi Trio, Leonardo Corradi trio a Palazzo Gentili in giugno. Manhattan Transfer, Mike Moreno Trio, Maurizio Giammarco e Dario Deidda Trio e Philadelphia Jazz Orchestra a Villa Lante in luglio. E Hiromi Uehara piano solo partenza del tour mondiale da Viterbo (poi Venezia, Mosca, Londra e New York).
I risultati ottenuti furono entusiasmanti, circa diecimila spettatori di cui 1400 paganti. Un investimento importante, il contributo del comune non copriva nemmeno il venti per cento dei costi generali, che il Tuscia in Jazz ha voluto fare sul capoluogo. E che oggi paga senza un minimo di riconoscenza da parte del comune.
“Sono francamente dispiaciuto di dover cancellare le date di Bagnaia dal 21 al 24 agosto – dichiara Italo Leali direttore del Tuscia in Jazz – sinceramente dopo i grandi risultati dell’anno passato a Viterbo, Bagnaia e Ferento, mi aspettavo un minimo di attenzione in più dall’assessorato alla cultura del comune di Viterbo.
In tutti questi mesi siamo rimasti in silenzio e disparte vista la diatriba politica che era in corso e non siamo mai, malgrado tirati per la giacca, intervenuti sulle faccende del mondo culturale viterbese.
Al Tuscia in Jazz la politica è e rimane bandita. Un operatore culturale deve produrre cultura, formare giovani e valorizzare il suo territorio. Noi da dodici anni lo facciamo con dei discreti successi sul nostro territorio e da tre anni anche alla Spezia, Lerici e Portovenere. Siamo stati tre volte invitati a New York a rappresentare l’Italia del Jazz durante il Columbus Day e abbiamo vinto titoli nazionali ai referendum di settore.
Tutto questo e l’enorme investimento economico fatto l’anno passato a Viterbo però non sono stati sufficienti a farci concedere l’attenzione dell’assessorato. Tutti sono stati convocati tranne noi.
Abbiamo deciso di non dare peso a certi atteggiamenti e siamo andati avanti e presentato secondo regole la domanda al bando cultura per l’estate viterbese ed aspettato notizie o richieste di chiarimenti fino ad oggi.
Abbiamo cercato e telefonato all’assessore per cercare un contatto e capire cosa fare ad agosto a Bagnaia. Abbiamo fatto presente che l’operazione per il comune aveva un costo di circa settemila euro e che gli altri quattordicimila necessari li avremmo portati noi grazie agli sponsor e che dunque tutti i concerti sarebbero stati gratuiti.
Siamo stati liquidati in cinque minuti con superficialità dall’assessore, cosa mai successa in dodici anni di organizzazione eventi, che ci diceva che del bando non si sapeva niente, che non aveva soldi e che se volevamo farlo potevamo farlo a nostro rischio e pericolo per eventuali contributi.
Ora, visto e considerato che, da quattro anni realizziamo concerti sul territorio del comune di Viterbo, che il comune di Viterbo in quattro anni ci ha concesso, a fronte di circa cinquanta concerti, un totale di contributi per tredicimila euro (solo nel 2012 abbiamo ricevuto contributi dal comune di Viterbo) e dunque investito oltre centoventimila euro sul comune di Viterbo, ritenevamo come Tuscia in Jazz di esserci almeno guadagnati un po’ di riconoscenza e rispetto da parte di questa istituzione.
Il mio rammarico è che con un terzo dei soldi spesi per l’Omaggio a Gaber avremmo potuto realizzare ben quattro concerti con artisti come Flavio Boltro, Javier Girotto, Luciano Biondini, Jesse Davis, Paolo Recchia.
Mi dispiace poi per quelle centinaia di persone che da anni partecipavano ogni sera ai concerti di Bagnaia (circa 2500 persone all’anno nella sola Bagnaia) e che quest’anno non potranno assistere agli eventi a Villa Lante.
Ma alla data di oggi nessuno ci ha contattato, non sappiamo nulla sui permessi richiesti dal comune, se dobbiamo o meno pagare il suolo pubblico e con chi parlare all’assessorato alla cultura.
Visto e considerato, che il Tuscia in Jazz è un evento internazionale stimato ovunque, non ce la sentiamo in questa situazione di caos di realizzare i concerti a Bagnaia e non siamo più disposti ad investire in comuni dove non c’è un minimo di rispetto verso il nostro lavoro.
Mi auguro che il sindaco Michelini, che conosco e stimo, nei prossimi mesi ci contatti per riportare il Tuscia in Jazz anche a Viterbo, altrimenti continueremo a fare il nostro lavoro in altri luoghi come abbiamo sempre fatto e credo anche con discreto successo”.
Tuscia in Jazz
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY