Riceviamo e pubblichiamo – Il 12 agosto 1944 tre reparti della sedicesima divisione granatieri corazzati delle SS circondarono il paese di Sant’Anna di Stazzema (Lucca) compiendo una strage: 560 civili uccisi, soprattutto bambini, donne e anziani.
Un eccidio che fu possibile grazie all’aiuto dei fascisti collaborazionisti. Secondo quanto emerso dal processo del tribunale militare di La Spezia e conclusosi nel 2005, i nazisti rastrellarono donne, bambini e anziani, (gli uomini riuscirono a scappare nei boschi), li chiusero nelle stalle o nelle cucine delle case e lì li uccisero con colpi di mitra e bombe a mano. Il resto lo fece il fuoco, che cancellò ogni traccia di quella mattanza.
Nel 2005 si è concluso il processo del tribunale militare di La Spezia che ha stabilito che l’eccidio di Sant’Anna fu un atto terroristico premeditato e curato in ogni dettaglio: l’obiettivo dei nazisti era quello di distruggere il paese e sterminare la popolazione, così da interrompere qualsiasi collegamento tra i civili e i partigiani della zona.
Il tribunale ha condannato all’ergastolo dieci ex SS. La sentenza fu poi confermata sia in appello che in Cassazione.
Il circolo del partito comunista di Civita Castellana “Enrico Minio”
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