Riceviamo e pubblichiamo – Dal momento in cui sono state attivate le procedure di mobilità, l’azienda ha cercato insieme ai dipendenti e ai rappresentanti sindacali una soluzione al problema. A seguito dell’incontro del 19 settembre, di comune accordo è stato deciso di aggiornare le contrattazioni al 30 settembre, per dare alle parti un ulteriore tempo di riflessione.
Per ulteriore chiarezza elenchiamo le proposte fatte ai sindacati:
il personale coinvolto nelle procedure di mobilità scende da 80 a 60 unità;
per circa 20 dipendenti che raggiungono la pensione nei tre anni di mobilità l’azienda offre tremila euro per anno;
per coloro che maturano la pensione oltre il terzo anno la Catalano si farà carico dei contributi previdenziali del quarto anno oltre al bonus di novemila euro;
per chi non raggiunge l’età pensionabile, e aderirà volontariamente al licenziamento l’azienda erogherà un incentivo di 12mila euro;
per le unità rimanenti impegno da parte dell’azienda entro 12 mesi dall’inizio della mobilità a riassumere 10 unità;
oltre al termine normativo di 6 mesi e fino al 18esimi mese l’azienda si impegna a riassumere il personale uscito sempre ché si verifichino chiari segnali di ripresa dell’economia.
La Catalano, come racconta il suo percorso storico, rappresenta un bene comune e va tutelato nell’interesse della collettività.
“Accolgo con molto favore la decisione del sindacato di rimuovere l’assemblea permanente alla Catalano – dichiara David Delli Iaconi, direttore di Unindustria – Confindustria Viterbo, proprio nella settimana in cui si svolge il Cersaie a Bologna. Questo è un ulteriore segno di disponibilità per cercare una soluzione all’intera vicenda”.
Unindustria – Confindustria Viterbo
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