![]() Una pianta infestata dal cinipide |
Riceviamo e pubblichiamo – Con riferimento a quanto da voi pubblicato e alla nota pervenuta dall’associazione Vallecimina in relazione alla proposta presentata da Assofrutti di mettere a disposizione proprio personale tecnico per la cura del centro di riproduzione dell’insetto utile Torymus di Caprarola, si fa presente quanto segue.
Il centro di riproduzione è sì nato nel 2011 sotto legida della Regione Lazio, ma non con contributi del Mipaaf, bensì tramite una convenzione triennale 2011-12-13 Regione Lazio/Arsial/Università di Torino/Università della Tuscia, finanziata esclusivamente con fondi regionali.
Contributi del Mipaaf sono arrivati nel 2012 nellambito dei fondi stanziati dal Piano Castanicolo Nazionale e sono stati utilizzati, tra laltro, per l’istituzione del secondo centro riproduzione Torymus di Velletri (Rm). Detti fondi sono stati effettivamente attribuiti in base ad una graduatoria che ha stabilito il numero dei centri di moltiplicazione necessari per ogni regione.
Bisogna chiarire che la proposta presentata da Assofrutti non riguarda alcuna cessione ma è solo relativa alla gestione, sotto la responsabilità della Regione, delle cure colturali necessarie per garantire lo sviluppo dell’insetto utile dal momento che la convenzione triennale con lUniversità della Tuscia si conclude quest’anno.
Non trattandosi di cessione, pertanto, non vi è stato alcun bando pubblico o gara o concorso; comportando un costo nullo per l’amministrazione e di accollo d’oneri per il solo proponente, non vi è nulla da mettere a bando; tuttavia la proposta di Assofrutti è stata pubblicizzata per garantire trasparenza alla procedura.
Le altre associazioni che si sono finora impegnate nella difesa della castanicoltura, del contenimento dei danni del cinipide, dell’introduzione nei nostri boschi dell’antagonista Torymus, con costi ed impegni a carico degli stessi castanicoltori, avrebbero potuto e possono manifestare analogo interesse.
I risultati positivi della lotta biologica, iniziata nel 2010, sono sinora sempre stati resi pubblici. Quelli dell’ultima raccolta galle non sono ancora stati resi disponibili dall’Università della Tuscia, che dovrebbe presentare la relazione finale della convenzione triennale.
Assessorato all’agricoltura caccia e pesca regione Lazio
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