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Viterbo - Comune - Decine e decine di segnalazioni dei lettori di Tusciaweb sulla pessima organizzazione del servizio

Differenziata porta a porta, un mezzo caos e pochissima informazione

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I secchi della differenziata in via Adolfo Consolini a Santa Barbara

I secchi della differenziata

L'immondizia a Viterbo

L’immondizia a Viterbo

Immondizia di fronte al cimitero di Bagnaia

Immondizia di fronte al cimitero di Bagnaia

(f.b.) – Isole ecologiche sparite da un giorno all’altro, raccolta a singhiozzo, secchi e sacchetti mai consegnati e un numero verde pressoché inutile.

I commenti di segnalazione, e di sfogo, dei lettori di Tusciaweb in risposta alla campagna “Racconta la tua differenziata…” elencano una serie esorbitante di problematiche con le quali la gran parte dei cittadini di Viterbo e delle frazioni hanno a che fare quotidianamente.

Da quello che emerge dalle decine di interventi (quasi 100 fino al tardo pomeriggio di ieri) ciò che manca più di ogni altra cosa è la comunicazione.

Tante, troppe persone non sanno quando e, addirittura, se è iniziato il porta a porta nel loro quartiere. Ad alcuni non è stato spiegato come si fa e non hanno ricevuto nessun depliant esplicativo. Altri ancora avrebbero delle domande da porre a Viterbo Ambiente, ma non sono riusciti ad avere risposte esaurienti o, peggio, non sono proprio mai riusciti a parlare con qualcuno all’altro capo del telefono.

A preoccupare, più di ogni altra cosa, è la sparizione improvvisa delle isole ecologiche in città. Trovare un secchione di qualsiasi tipo, sia di quelli per i rifiuti indifferenziati degli altri di carta, vetro e plastica, è diventata cosa rarissima. C’è chi è costretto a fare i chilometri in auto con l’immondizia nell’abitacolo alla ricerca di un cassonetto. Una vera e propria caccia al tesoro, con esiti difficilmente fortunati.

“Secondo me invece di togliere i cassonetti dovrebbero aumentarli e svuotarli più spesso – commenta Lalla – perché non ha senso toglierli in periferia dove le strade sono larghe e i camion ci passano agevolmente”. Un problema, quello dell’assenza dei secchi in città, che si presenta ancora di più per chi è di passaggio. “Un turista o una persona che sta in giro – si chiede Luca – se si compra una bottiglia d’acqua, coca cola o qualsiasi cosa sia, una volta finita dove la deve buttare? Se la può portare a spasso per mezza giornata? Così incentivate solo ad avere una Viterbo più sporca”.

E chi ha un cane e vorrebbe, giustamente, buttare gli escrementi invece di lasciarli a terra? “Prendete dei rimedi per questo – è l’appello di Catia – non possiamo portare a casa il sacchetto bisogna mettere nelle vie di Viterbo appositi contenitori”.

Poi, per la serie “a mali estremi, estremi rimedi” Marco propone la sua soluzione: “Sono favorevole alla raccolta differenziata, l’ho sempre fatta ma ora non so più dove andare a gettare l’immondizia, forse devo andare a casa del sindaco o a casa dell’assessore preposto?”. 

Per tornare al servizio a domicilio, tantissime sembrano essere le zone in cui gli appuntamenti settimanali saltano oppure dovrebbero iniziare ma non iniziano o, ancora, quelle in cui non è stata fornita alcuna documentazione esplicativa.

“Dal 9 settembre che è partita la differenziata in via Garbini dove abitano i miei genitori – scrive Michela – hanno ritirato la spazzatura per sole due volte! Ebbene sì, devono continuamente chiamare per sollecitare i ritiri che comunque non vengono effettuati! Si riprendono in casa il tutto nella speranza che il giorno successivo vada meglio”.

Per chi abita nei condomini il problema è ancora peggiore. “La gente litiga nei condomini per tenersi l’immondizia dentro casa perché non vuole vederla fuori – dice Franco -. Non c’entra nei sacchi, sarà il caso di passare più spesso?”.

E i raccoglitori, spesso anche molto pesanti, devono essere trasportati in continuazione. “In strada Teverina prima avevo il mio bel secchio fuori al cancello – dice Daniele – e la differenziata la facevo negli appositi contenitori. Ora leva e metti i contenitori e portateli a casa (300 metri) ogni giorno mattina e sera con neve pioggia o sole, è inaudito! Essendo solo due famiglie sarebbe molto più intelligente avere tre contenitori fissi grandi fuori al cancello. Non mi sembra di chiedere molto”.

L’informazione manca un po’ ovunque. Al Paradiso dove come scrive Francesca: “i secchioni per la raccolta ancora non sono stati distribuiti e la cosa si è venuta a sapere per caso”. E anche in strada Novepani dove, come segnala Stefano, “hanno messo i raccoglitori per la differenziata, ma non abbiamo mai avuto informazioni su come si fa. Dove vanno messi alcuni oggetti? Esistono dei piccoli calendari o opuscoli?”.
“Ci voleva Tusciaweb per risolvere questo problema? – si chiede invece Andrea – La mia gratitudine è fuori di dubbio ma più che un giornale online ci doveva pensare il numero verde a gestire le situazioni anomale”.
Infine c’è chi si spinge oltre, proponendo soluzioni vantaggiose e intelligenti da copiare all’estero. “Un’idea dalla Germania – racconta Katia – dove la raccolta differenziata viene fatta da tempo. Innanzi tutto a pagare la raccolta sono i produttori. I cittadini pagano un tot per l’effettiva immondizia prodotta, non a metri quadri o a numero di persone”. Proposta accolta da Laura che aggiunge: “Sarebbe ottimo, no? Ma che fanno a Viterbo? Copiano? No! Si va controcorrente e si creano le premesse per una emergenza sanitaria”.
E la domanda che si fa strada tra molti dei cittadini infastiditi è quella di un’altra lettrice, Laura, che chiosa: “Perché dovremmo pagare la Tares?”. Non sarà opportuno che sindaco e assessore Saraconi diano risposte ai cittadini che vogliono differenziare, ma che si vedono mettere i bastoni tra le ruote proprio dal comune…

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30 settembre, 2013

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