Riceviamo e pubblichiamo – Non vogliamo essere retorici, ma tutti sanno che il settore dell’edilizia nel paese, e nel viterbese in modo particolare, è al collasso.
I dati sulla disoccupazione aumentata a due cifre da quasi tre anni, sono alla portata di tutti, ma che stiamo arrivando a superare il 20-25% della popolazione viterbese di disoccupati in generale iscritti al collocamento non è conosciuto.
Nel settore edile da ottobre 2009 a giugno 2013 da 4.750 addetti siamo passati a 2.965, con l’uscita di 1.785 lavoratori, il 37% di quelli regolari, che aumentano del triplo, calcolando quelli che hanno sempre operato nel sommerso e l’indotto trainato dalle costruzioni.
Anche le aziende nello stesso periodo hanno subito dei cali, chiuse e/o collassate dal sistema per i crediti non esigibili dalla pubblica amministrazione, da 1.200 sono rimaste 854, sono uscite 346 aziende, il 29% di quelle regolari, senza contare le aziende che hanno sempre operato nel sommerso.
Ma la cosa più sconcertante, che ci viene dai dati che stiamo analizzando, sono le medie annue dei lavoratori per azienda, delle ore annue medie lavorate, e del reddito annuo medio pro capite per lavoratore, denunciato in cassa edile.
Nel periodo ottobre 2009 settembre 2010, la media annua di lavoratori per azienda era di 3,96 e in quello da ottobre 2012 a giugno 2013, siamo passati a 3,47 addetti per azienda.
Per gli stessi periodi, la media annua delle ore lavorate era di 907 nel periodo 2009/2010, ma di 699 nel periodo 2012/2013, si lavora, così dicono i dati, il 25% in meno, praticamente oggi, si lavora 78 ore al mese, quasi 4 ore al giorno,non è possibile.
Anche il reddito annuo medio dei lavoratori, per gli stessi periodi, e calcolati in base alle denuncie salariali delle aziende presso la cassa edile di viterbo, è diminuito del 29%, si è passati da € 8.061,22 ottobre 2009/ settembre 2012 ad € 5.670,36 ottobre 2012/giugno 2013.
Forse qualcosa non quadra, forse controlli incrociati non ci sono, forse oggi è ancora più facile evadere del tutto, o passare a qualche forma di lavoro grigio.
Ci viene spontaneo alla luce di questi dati, trarre le stesse conclusioni ( non ottimistiche), e che corrispondono a quanto emerse dal nostro convegno regionale svoltosi nel mese di giugno scorso, sugli enti bilaterali del settore edile, quali strumenti per operare una sana ripresa delle costruzioni, e dove il segreterio regionale della Feneal Uil lazio francesco palese, denunciò la situazione di nero e grigio, che in questo periodo di crisi, imperversa ancora di più nel settore delle costruzioni.
Mi riferisco, a quelle imprese, che per abbattere il costo del lavoro, applicano il “part-time” forzato agli operai di cantiere, oppure sfruttano momenti di cassa integrazione, o di ammortizzatori sociali, come la disoccupazione, scaricando ancora una volta sui lavoratori, il costo della crisi.
Per la Feneal Uil le soluzioni ci sono, basta adottarle.
Una di queste, potrebbe essere quella di dare “parere negativo” sul documento unico di regolarita’ contributiva, se ad esempio, non coincidano, tra inps e cassa edile, le masse salariali denunciate dalle stesse imprese nel mut (modello unico telematico), usato per denunciare presso la cassa edile, lo stato mensile delle ore lavorate e dei lavoratori utilizzzati in quel mese; oppure le ore per cui si pagano contributi ed assistenza (vedi anche gli apprendisti).
La crisi non può quindi rappresentare per nessuno, un alibi, una sorta di incentivo ad evadere gli impegni contrattuali, se non addirittura, ad uscire dal sistema per diventare “in nero”.
Allo stesso modo, occorre agire contro il fenomeno preoccupante delle partite iva, aumentate in numero considerevole, e contro le nuove forme di caporalato.
Sul settore, pesano anni di latitanza politica, e l’assenza di progetti infrastrutturali, e che la crisi, oltre una contrazione dei bandi di gara pubblici, ha trascinato con se, e con il segno meno, anche gli investimenti del privato, superando un calo di oltre il 35%.
Queste nostre concrete preoccupazioni sulla tenuta complessiva del settore delle costruzioni, ci obbligheranno ad allargare iniziative a sostegno del lavoro, dell’occupazione sicura e regolare.
Francesco Palese
Segretario generale territoriale Feneal Uil
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