– Rilanciare l’economia, ridurre il debito e fornire servizi più efficienti e qualificati ai cittadini. Mettere a sistema energie, idee e proposte, strutturando tavoli tecnici di concertazione.
Lavorare per creare una rete che faccia interagire e metta in sinergia il patrimonio di ogni singolo territorio per rilanciare l’economia non a partire da modelli di sviluppo che appartengono al passato e che, in molti casi, hanno inquinato o distrutto intere zone, ma dalle risorse e dalle identità territoriali.
Un percorso avviato in pochi mesi dalla giunta del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Una nuova Regione per una vera e propria rivoluzione amministrativa, politica e culturale.
Una rivoluzione che ha come punto di riferimento il cittadino e i suoi bisogni. Una ricchezza che stiamo traducendo in partecipazione. Una ricchezza che deve diventare scambio continuo tra classe politica e società civile. Il presidente Zingaretti ha rivoluzionato il modo di rapportarsi tra le categorie produttive e sociali e l’amministrazione regionale, creando, per la prima volta, un vero e proprio modello di condivisione e partecipazione.
Un impegno che emerge da una serie di iniziative messe in campo dalla Giunta e dalla maggioranza del Consiglio, presentate proprio in questa settimana, e che ci porteranno in breve tempo a trasformare completamente la Regione Lazio.
Tante le novità in campo. La prima: un’azione decisa di riduzione del debito nei confronti delle imprese. Abbiamo trovato una Regione con un debito di circa 22 miliardi di euro di cui 12 miliardi di mancati pagamenti alle imprese e agli enti locali. Un danno che, sommato alla crisi economica, ha rischiato di mettere in ginocchio interi settori produttivi gettando sul lastrico imprese e famiglie di lavoratori.
Con una serie di provvedimenti urgenti legislativi la Regione di Zingaretti è riuscita invece a ottenere lo sblocco di circa 5 miliardi, già in pagamento, che diventeranno 8,3 miliardi entro febbraio. Si tratta di una riduzione del debito nei confronti di imprese ed enti locali pari a circa il 70%. Si stanno inoltre predisponendo accordi con le banche per una certificazione del debito più snella ed efficiente
La parte rimanente del debito, relativa a mutui consolidati pari a circa 10 miliardi, è oggi oggetto di rinegoziazione e porterà a riduzioni nella spesa per interessi che ci permetterà di liberare risorse nella spesa corrente. In poco più di cento giorni questa amministrazione ha dimostrato di prendere seriamente sulle proprie spalle il destino della nostra regione.
Ha dimostrato, e lo dimostrerà ancor più, di guardare al futuro costruendolo nel quotidiano a partire dai bisogni dei singoli territori e di chi li abita e vuole restare, crescendo lì i propri figli, le future generazioni che non dobbiamo mai perdere di vista.
Un nuovo patto tra sviluppo e lavoro è stato poi lanciato questa settimana dal presidente Zingaretti, rivoluzionando il modo di rapportarsi tra le categorie produttive e sociali e l’amministrazione regionale, creando, per la prima volta, un vero e proprio modello di condivisione e partecipazione a cui seguirà la redazione di un documento condiviso con tutte le categorie sociali e produttive del territorio.
Sono cinque i punti fondamentali individuati da questa Giunta per la ripresa economica regionale, capaci di produrre risvolti nazionali e internazionali: l’innovazione, la tecnologia e la ricerca; la difesa dei beni del patrimonio naturale e culturale del nostro territorio e il rilancio dell’agricoltura; la green economy e i fondi europei; gli investimenti per nuove e moderne infrastrutture e, infine, la definizione di una Regione Lazio “porta d’ingresso” del Mediterraneo.
È infatti fondamentale che la Regione si ponga come interlocutore autorevole e competitivo nei rapporti con le economie emergenti delle regioni del Mediterraneo. Economie che possono rappresentare un importante sbocco commerciale e un momento di grande arricchimento culturale. Una nuova frontiera non più e non soltanto europea, ma che guarda al bacino del Mediterraneo come ad una nuova Unione tra i popoli che lo caratterizzano.
Inoltre è stata lanciata la sfida della programmazione dei fondi europei 2014 – 2020 che porteranno circa 2 miliardi di investimenti nella regione Lazio. A breve sarà presentato il documento strategico sulle linee guida del programma. Ed è importante ribadire che si tratta di una partita fondamentale del nostro territorio.
In particolare sui fondi che saranno destinati alle aree interne svantaggiate caratterizzate da isolamento geografico, diminuzione demografica, scarsità di servizi. Per la Tuscia significa poter avviare investimenti in infrastrutture, qualità della vita, difesa dell’ambiente e sviluppo economico.
È stata presentata anche la nuova legge sulle politiche sociali, un altro passaggio fondamentale che da almeno 13 anni aspettava di essere definitivamente realizzata.
Tante le ulteriori novità in campo amministrativo, tra cui la legge sull’unione dei comuni che sarà fondamentale per la riduzione della spesa ed il miglioramento dei servizi. Una legge che farà da guida per gli investimenti europei.
Attenzione però. La Regione da sola non basta. Anche noi dobbiamo saper essere protagonisti. Assumercene l’onere e la responsabilità. L’onere e la responsabilità della proposta. L’onere e la responsabilità di contribuire a realizzare insieme questa svolta che la Regione sta imprimendo a pochi mesi dal suo insediamento.
Questa è anche un’esortazione ai sindaci del territorio che devono diventare parte attiva di questa sfida e non chiudersi nel proprio piccolo ambito locale, ma scendere in campo con idee e confrontarsi con una Regione che oggi si prende carico del coraggio dell’innovazione.
Una sfida che è punto di riferimento e fondamento del programma del gruppo regionale Per il Lazio. Stiamo lavorando, infatti, su diversi progetti in grado di offrire un fattivo contributo affinché il rinnovamento possa essere davvero tangibile. Siamo orgogliosi di far parte di questa sfida epocale avviata da Zingaretti, che trasformerà questa regione da esempio negativo del paese a guida della sua ripresa economica.
E lungo questo percorso, il gruppo Per il Lazio ha già sottoscritto una proposta di legge per la concessione di terre ai giovani agricoltori e sta lavorando all’approvazione del piano energetico regionale, al potenziamento della raccolta differenziata e alla valorizzazione e tutela delle dimore e le ville storiche.
Senza dimenticare, e non da ultima, un’altra iniziativa del gruppo Per il Lazio: la legge per i parchi regionali, un patrimonio che vogliamo sia unico al mondo. Inoltre stiamo presentando numerose proposte sulla salute pubblica, tra cui la cura della endometriosi, le case della Salute, per dare maggiore servizi ai territori e la legge sulla trasparenza per aumentare la partecipazione dei cittadini.
Siamo convinti che questi temi possano rappresentare strategiche opportunità per dare nuovi input all’economia e alle nuove generazioni. Altro cavallo di battaglia del nostro programma è costituito dall’innovazione tecnologica che, secondo ricerche prodotte da studiosi autorevoli, è in grado di offrire nuove prospettive ai giovani. Se si investe sull’innovazione tecnologica, per ogni posto di lavoro impiegato ben cinque se ne creano all’interno dell’indotto cui fa riferimento.
Ecco, in pochi mesi, la giunta Zingaretti ha creato le condizioni necessarie per un nuovo futuro. Lavorando al tempo stesso per risolvere le emergenze e programmare una nuova fase di crescita economica ed occupazionale, con un’amministrazione che sia sempre più efficiente e capace di seguire e prevederne le dinamiche al servizio dei cittadini. Coniugando visioni strategiche, trasparenza ed efficienza amministrativa.
Solo così possiamo dare risposte concrete e riavvicinare i cittadini alla politica. Solo così possiamo rispondere e tradurre in dato di fatto quanto sta scritto nell’articolo 3 della nostra Costituzione che rappresenta per noi – e dovrebbe rappresentare per chiunque – un impegno di fondamentale importanza, un vincolo che deve legare governanti e cittadini: rimuovere tutti quegli “ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.
Riccardo Valentini
Capogruppo regionale Per il Lazio
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