– “E’ ora di farla finita con la demagogia e le strumentalizzazioni. Cerchiamo di chiudere con la vecchia politica ed ognuno si assuma le proprie responsabilità e sia trasparente con i cittadini. Giocare sull’ambiente e sulla salute non è quello che ci chiedono i nostri elettori.
La situazione in cui versa oggi il lago di Bolsena trova le sue radici nel passato. Il centrodestra, in circa tre anni di governo regionale, aveva tutte le possibilità di avviare il risanamento del bacino lacustre, ma ha fatto ben poco. Anzi, ha promesso senza mai realizzare l’adeguamento della rete fognaria e dell’impianto di depurazione. E stupisce che il consigliere regionale Daniele Sabatini, che oggi chiede l’intervento della Regione, non se ne sia accorto”. A dichiararlo è Riccardo Valentini, capogruppo regionale di Per il Lazio.
La rete fognaria lungo il lago di Bolsena, a servizio dei comuni che lo costeggiano, è costituita da una serie di stazioni di sollevamento che fanno via via confluire il refluo all’impianto di depurazione che poi lo immette, depurato, nel fiume Marta.
“La rete e l’impianto di depurazione – spiega Valentini – sono piuttosto datati e negli ultimi anni non sono stati effettuati interventi risolutivi, ma solo manutenzione ordinaria, pertanto alcune pompe risultano usurate e in alcuni casi sono appena sufficienti a smaltire il refluo. Perciò, in caso di malfunzionamenti, può accadere che il refluo non depurato fuoriesca da qualche stazione di sollevamento, sversando nel lago. In tutto ciò, il Cobalb ha molti debiti e non è in grado di provvedere ad una manutenzione straordinaria. Che cosa ha fatto la giunta di centrodestra di Renata Polverini nel corso dei suoi tre anni di governo? Previde un intervento di circa 2milioni di euro per l’adeguamento della rete fognaria e dell’impianto di depurazione. Un importo che però alla fine non è risultato disponibile, perché nel corso del 2012 il capitolo al quale faceva riferimento il finanziamento dell’opera (D34502) era legato alla dismissione del patrimonio immobiliare della Regione Lazio, e quindi di fatto non era possibile effettuare gli impegni di spesa. In sintesi, la Polverini ha illuso i cittadini stanziando finanziamenti che di fatto non c’erano. Per usare un eufemismo, ha venduto la Fontana di Trevi come fece Totò.
Appena insediato, anche a seguito di consultazioni con il Prefetto di Viterbo, l’assessore provinciale all’ambiente Equitani e gli uffici tecnici regionali, l’assessore regionale all’ambiente Fabio Refrigeri – prosegue Valentini – ha stanziato in emergenza circa 90mila euro, in tal caso veri e non solo sulla carta, per mettere in sicurezza il lago di Bolsena, almeno per la stagione estiva. E anche il recente sversamento – in una stazione di sollevamento non interessata dall’intervento d’urgenza – dimostra la situazione precaria di un impianto cui la giunta Polverini doveva provvedere.
In questi giorni siamo impegnati a trovare le risorse necessarie per ripristinare la rete fognaria e l’impianto di depurazione in modo definitivo ed uscire dall’emergenza. Risorse certe, iscrivibili in bilancio e immediatamente spendibili. Questi sono i fatti del nuovo corso della Regione di Zingaretti, e non le illusioni e le promesse di facciata a cui eravamo abituati.
Prima di intervenire – conclude Riccardo Valentini – è bene dunque che Sabatini si informi senza strumentalizzare diritti e aspettative legittime dei cittadini. Senza fare demagogia sulla pelle delle persone e dell’ambiente”.
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