– Sempre più spesso capita di inciampare per strada a guardare coppiette di ragazzi che si baciano, o marito e moglie che si stringono per mano durante una passeggiata, e fin qui niente di anormale.
Ma quando a farlo sono due omosessuali succedono scene da panico.
Sono lesbica e ho il terrore di camminare mano per mano con la mia ragazza o anche solo di poterle dare un bacio. E’ successo, infatti, pochi giorni fa che un signore cominciasse a inveirci contro per il semplice fatto che ci stavamo scambiando qualche bacio ferme a una fermata dell’autobus in direzione Santa Barbara (anche se non c’era nessuno a parte questo signore).
Offese, calunnie, senza contare che il signore presente incominciò ad alzare la voce al grido di “vergogna” e “schifo”.
Mi sono sentita morire. Ho provato a rispondergli ma ha quasi pure cercato di alzarci le mani. Un’azione ingiusta. Noi prestiamo molta attenzione a non turbare nessuno e se ci fosse, di grazia detto, di andare altrove per dimostrare il mio amore verso la mia donna, io per educazione lo farei. Ma quando sono persone violente, offensive, capisco che lo possono fare poiché non esiste una legge che ci tuteli ma che anzi, per ora, tutela loro.
E’ un po’ come dire “va, se vuoi offenderle, deriderle, fa pure tanto la legge è dalla tua parte”.
Così mentre noi omosessuali, combattiamo qui a Viterbo la battaglia per avere quanto meno il registro delle unioni civili anche per noi, c’è un problema assai più grande che si propaga tra la gente. La disinformazione.
Dovremmo incominciare a capire che la vera vergogna è che l’Italia sia riuscita a rimettere in piedi dopo 20 mesi in meno due giorni un colosso come la Concordia, ma non sappia abbattere i muri dell’ignoranza, cercando di far largo alla tolleranza, all’accettazione che non tutti possiamo essere uguali, ci sono anche i “diversi” e non per questo significa essere meno di quanto non lo sia qualsiasi altro individuo.
Ancora oggi ci sono persone spinte al suicidio perché non sanno come governare la loro vita e si sentono governati per essere semplicemente se stessi.
Lucia Rapicano
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