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Puliamo Viterbo - Fra perplessità e partecipazione dei residenti, ultima tappa dell'iniziativa a San Martino - Una cinquantina i volontari, insieme a tre classi della scuola media

“Ma gli spazzini che ci stanno a fare?”

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Puliamo Viterbo, gli alunni della scuola media di San Martino

Puliamo Viterbo, gli alunni della scuola media di San Martino

Puliamo Viterbo, volontari al lavoro a San Martino

Puliamo Viterbo, volontari al lavoro a San Martino

Puliamo Viterbo, il sindaco Michelini con gli alunni della media di San Martino

Puliamo Viterbo, il sindaco Michelini con gli alunni della media di San Martino

Puliamo Viterbo, Francesco Serra a San Martino

Puliamo Viterbo, Francesco Serra a San Martino

Puliamo Viterbo, Armando Malè e Aldo Frabbrini

Puliamo Viterbo, Armando Malè e Aldo Frabbrini

Puliamo Viterbo, i rifiuti raccolti alla scuola di San Martino

Puliamo Viterbo, i rifiuti raccolti alla scuola di San Martino

Puliamo Viterbo a San Martino

Puliamo Viterbo a San Martino

(g.f.) – “Ma gli spazzini che ci stanno a fare?”.

Puliamo Viterbo arriva a San Martino al Cimino e l’ultima tappa, almeno per ora, dell’iniziativa voluta dal comune, riscuote parecchia curiosità (fotogallery).

Un signore si confronta in strada con la moglie e perplesso le chiede a cosa servano allora, gli operatori ecologici.

La sua consorte gli spiega il senso dell’iniziativa, non si sa se alla fine si sia convinto, ma di sicuro coglie l’occasione: “Speriamo che puliscano anche qui sotto, che è uno schifo”.

Lui, però procede verso il bar. Dove troverà persone che guardano altre persone pulire il monumento di fronte al locale. Un avventore sembra chiedersi, perché? “E’ volontariato” spiega un altro. Purché se ne parli.

Ma a San Martino non sono state solo chiacchiere. Ai consiglieri comunali, volontari fra cui il comitato di San Pellegrino, a cominciare da Malè e Fontana, si sono aggiunti diversi residenti, senza bisogno di tante spiegazioni, così come i ragazzi delle medie.

In 55, di tre classi, si sono armati di scope, rastrelli e pale per ripulire il giardino della scuola di San Martino al Cimino. Consegnando alla fine due lettere al sindaco, con altrettante richieste: semi e alcuni prodotti per sistemare la zona verde dell’istituto e un rubinetto da adattare per l’irrigazione.

Leonardo Michelini si è impegnato. Per le sementi sono andati dalla persona giusta, vista la sua attività e sarà pure a costo zero per l’amministrazione. Per il resto, ci penserà un operaio del comune.

“Quando acquistiamo un prodotto – ricorda Michelini ai ragazzi – dobbiamo chiederci quanto produca in termini di rifiuti, magari scegliendo quelli che hanno il minor impatto”. Alla fine, gioco sulla raccolta dei rifiuti e tutti in posa con cartelli che uniti formano la frase: “La raccolta differenziata è facile e conviene”.

Dopo Viterbo, Bagnaia, Grotte Santo Stefano e San Martino al Cimino, l’iniziativa per ora si ferma, con un primo bilancio: le frazioni battono il capoluogo in quanto a pulizia.

Così la pensano molti dei volontari che non hanno perso nemmeno una tappa. Una tendenza non facile da spazzare via, magari insistendo, come si fa con lo sporco ostinato.


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21 settembre, 2013

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