– Per l’atteggiamento civico e di trasparenza che il movimento Viterbo 2020 ha deciso di adottare nei confronti dei viterbesi, senza tentennamenti o ripensamenti, ci sentiamo di intervenire nel dibattito politico e civile che vede Sua Signoria “Viterbo Ambiente” al centro della discussione cittadina.
Questo perché ci sorprende che le critiche piovano oggi da chi, questa ditta, ha avuto modo di verificarla per diverso tempo. Viene da chiedersi come mai soltanto ora queste persone si risveglino, come da un sonno profondo, sollecitando chi di dovere ad esercitare il dovuto controllo sul corretto espletamento del servizio, affinché esso rispetti i parametri di efficienza e di efficacia previsti sulla carta.
Il servizio di igiene urbana latita, è vero, ma di certo non soltanto da qualche mese.
È da tanto tempo che le pagine dei quotidiani viterbesi e le bacheche dei social network mostrano foto di secchioni stradali stracolmi di ogni genere di immondizie, di erbacce che infestano le strade dei quartieri, di discariche abusive mai bonificate, e il disservizio prodotto dalla Viterbo Ambiente nei confronti della città è da sempre palese e intollerabile, fin dalla stipula del contratto di appalto avvenuta nel settembre 2012.
Certo è che speravamo almeno di assistere ad un’inversione di tendenza.
Non avendola notata, già in data 1° agosto avevamo presentato un’interrogazione, proprio sulla Viterbo Ambiente, all’assessore Saraconi. Alla maggioranza sarebbe bastato dedicarsi, almeno allora, alla sola lettura dei primi tre articoli del capitolato speciale d’appalto per rendersi conto che qualcosa non andava per il verso giusto.
Gli inadempimenti al capitolato sono diversi, più o meno gravi, più o meno visibili.
Un esempio: la raccolta domiciliare porta a porta avrebbe dovuto svilupparsi in maniera graduale e cadenzata; questi i tempi perentori dettati da capitolato: raggiungere entro 3 mesi dall’inizio del servizio il 25% delle utenze, entro 6 mesi il 50%, entro 9 mesi il 75% e entro l’anno il 100%, frazioni incluse; quindi entro l’attuale settembre avremmo già dovuto avere la raccolta differenziata estesa a tutto il territorio viterbese (penale applicata da capitolato: mancata attivazione dei servizi previsti nel progetto nei termini indicati all’art. 2, comma 2, euro 3.000,00 per ogni giorno di ritardo per ogni servizio non attivato).
Inutile dire che tali obiettivi temporali siano stati totalmente disattesi e che il tentativo messo in atto di raggiungere il traguardo in soli 3 mesi (metà luglio-ottobre 2013), imponendo ai cittadini un programma serrato e tachicardico, con partenza in piena estate e soprattutto a cavallo di un cambio di amministrazione, non poteva che aggravare una situazione pericolosamente precaria.
Così viene da pensare che ora che i disservizi e gli inadempimenti sono sotto gli occhi di tutti e palesemente documentati, chi all’epoca ha parlato della Viterbo Ambiente addirittura come “il Principe Azzurro” che avrebbe rapidamente risolto ogni problema di igiene urbana della città, voglia ora mettersi al riparo da sicure critiche e magari evitare doverose responsabilità.
Chiara Frontini
Consigliera comunale Ventiventi
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