Riceviamo e pubblichiamo – Cari concittadini, in questi giorni in cui stanno arrivando le cartelle della Tares é anche iniziata una continua fila di cittadini, presso l’Ufficio Tributi del Comune, che reclamano spiegazioni sulla determinazione degli importi.
Ho più volte esternato il mio giudizio negativo sull’attuale maggioranza che autoproclamatasi fulgido esempio di trasparenza e buona amministrazione, nei fatti dimostra sempre il contrario.
Anche sulla questione Tares hanno fatto del tutto per dimostrare la loro incapacità anche se, tutti speravamo, dato che il bilancio di previsione è stato approvato solo ad agosto, che il sindaco e il suo stretto collaboratore al bilancio fossero riusciti ad elaborare una proposta condivisibile e che tenesse conto degli interessi di tutta la popolazione.
Invece niente di tutto questo, otto mesi di gestazione (quasi come quelli di un bambino), hanno prodotto un semplice calcolo ragioneristico.
Tanto mi costa, tanto devo avere, sbattendosi altamente di qualsiasi possibilità di rimodulazione del tributo così come previsto dal decreto del fare e da emendamenti presentati dalla minoranza.
Dimenticate le promesse elettorali, il sindaco e il suo gruppo si fanno beffa della decantata trasparenza e apertura al contributo e alla partecipazione di tutti i cittadini, astenendosi dal pubblicare il regolamento Tares.
Colpa degli uffici! Può darsi, ma comunque i nostri bravi amministratori dovrebbe vigilare su questo adempimento quanto meno per evitare o diminuire il pellegrinaggio dei cttadini presso l’Ufficio tributi.
Ma sopratutto mi domando perché ci si è ostinati a non prevedere alcuna forma di rimodulazione del calcolo del tributo per mitigare lo stesso con principi di equità asseverati anche da norme del nostro ordinamento.
Così come formulata la Tares del nostro Comune penalizza le famiglie e sopratutto quelle numerose.
Eppure l’art. 31 della Costituzione (signori, sto parlando della nostra Costituzione) recita: La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Ed ecco la miopia del Sindaco. Quante famiglie numerose (da cinque e più componenti) ci sono a Soriano, quanto sarebbe costato sgravare le stesse di una percentuale sulla parte variabile (quella che si calcola sul numero delle persone), i fondi propri del bilancio comunale o un diverso peso della tassa su altre componenti non avrebbero potuto compensare questa facilitazione.
Domande che, se con altra forma sono state sottoposte alla maggioranza in Consiglio Comunale, non hanno avuto risposta se si esclude qualche balbettamento del consigliere Fanti che aggrappandosi sugli specchi cercava di giustificare lenon scelte operate,
E che dire del famoso principio chi inquina paga.
Qui, Menicacci e il suo gruppo hanno operato una alchimia anagrafica che, a proposito di miopia, potrebbe ispirare un nuovo film di Harry Potter.
Per l ‘Anagrafe del Comune, a Soriano vivono circa 8900 abitanti, quindi circa 8900 individui che sul territorio producono rifiuti, inquinano e, giusto il principio chi inquina paga, devono pagare la completa gestione degli stessi (ritiro, conferimento in discarica, smaltimento, pulizia delle strade).
Per l’Anagrafe siamo 8.900, per la un numero indefinito, perché i nostri bravi amministratori hanno calcolato per ogni seconda casa, anche se chiusa, una componente variabile di due persone.
La domanda viene da se, ma se queste persone non esistono come fanno a produrre rifiuti e a inquinare?
A chi ha sollevato la domanda è stato risposto che si deve ritenere fortunato perché la normativa Tares prevede che il nucleo famigliare segue gli immobili e quindi se una famiglia di quattro persone è proprietaria di una prima casa e di una seconda casa (a qualsiasi titolo pervenuta) avrebbe dovuto pagare la parte variabile per quattro persone sia per la prima che per la seconda casa.
Io dico che non si tratta di fortuna per i cittadini ma di mancanza di buon senso da parte degli Amministratori che non sono riusciti a cogliere le aperture che il decreto del fare prevedeva sula Tares per la rimodulazione della stessa.
In altre parole, se un tributo è posto per coprire per intero i costi di un servizio, quale quello dei rifiuti e di alcuni servizi indivisibili (illuminazione pubblica, manutenzione strade, polizia locale, locale) che cosa c’entra la quota variabile sulla seconda, terza, quarta casa se queste sono chiuse, non sono abitate e non vi sono individui che producono rifiuti e si avvalgono dei servizi comunali?
Incapacità, scelte miopi, mancanza di buon senso si traducono tutte in una forte penalizzazione delle famiglie, delle imprese, dei commercianti in un momento di congiuntura economica che avrebbe suggerito altre soluzioni, magari utilizzando le risorse di bilancio a favore di tutti e non di pochi (i 46.000 euro che sono previsti per il Fondo Pensione della Polizia Locale, la spesa per i tornelli d’accesso al Comune, i 50.000 euro per la manifestazione di interesse sul Biogas ..).
Devid Centofanti
Consigliere di Soriano nel Cimino
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