– Porte aperte sì o porte aperte no.
Il dubbio che da qualche giorno aleggia sullo stadio Rocchi in vista della partita di domenica contro il FutbolClub dovrebbe essere finalmente risolto, positivamente, nella giornata di oggi.
L’impasse era sorto per un problema burocratico che però rischiava di avere serie ricadute pratiche sullo svolgimento della partita e, più in precisamente, sulla presenza dei tifosi tra gli spalti.
A mancare all’appello, infatti, sarebbe il documento che certifica l’agibilità dello stadio Rocchi. Senza quello la Viterbese-Castrense sarebbe stata costretta a scendere in campo senza il suo pubblico e nemmeno quello degli ospiti.
“E’ una situazione a dir poco paradossale – commenta il presidente della Viterbese-Castrense, Vincenzo Camilli -. Noi come società diamo il massimo. Organizziamo in poche settimane una squadra di livello che al suo esordio in campionato vince per 6 reti a una come se nulla fosse. Riportiamo ai viterbesi la voglia di tifare Giallobù. E il Comune di Viterbo che fa? Ci costringe a giocare a porte chiuse per un ridicolo cavillo burocratico?”.
Il documento mancante, infatti, pare si sia incagliato tra i vari documenti di Palazzo dei Priori, ma secondo quanto sarebbe stato riferito dagli uffici, nella giornata di oggi tutto si dovrebbe risolvere.
“Spero davvero che sia così – aggiunge Camilli – altrimenti non saprei davvero più come reagire. Lo staff dirigenziale, di cui sono presidente, ha raggiunto in pochissimo tempo dei risultati, soprattutto da un punto di vista dell’attaccamento dei tifosi alla squadra, che non si vedevano da anni a Viterbo. Sarebbe un vero peccato smontare tutto così. La nostra pazienza sta per terminare…”
Ma c’è di più. Al di là della situazione contingente che riguarda la partita di domenica, la società della Viterbese-Castrense è ancora in attesa della gestione dello stadio Rocchi nel suo complesso. Manca, in pratica, la convenzione regolare che affidi alla dirigenza della squadra tutti gli impianti sportivi per un certo periodo di tempo.
“La società che c’era prima di noi – conclude Camilli – aveva una convenzione di sei anni e non mi pare che abbiamo ottenuto grandi traguardi. Noi che in meno di tre mesi abbiamo riportato un capoluogo di Provincia ad amare il calcio, stiamo ancora ad aspettare… Beh spero proprio che il Comune si sbrighi una volta per tutte”.
Francesca Buzzi
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