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Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta al presidente di Talete, Marco Fedele – Egregio presidente il rischio per molte famiglie di trovarsi improvvisamente senza acqua si fa sempre più concreto visto che la Talete da lei rappresentata ha di recente dichiarato guerra agli utenti morosi minacciando il distacco delle utenze così come previsto dalla carta dei servizi della società.
Vogliamo innanzitutto farle presente che nella carta dei servizi sono anche stabiliti i diritti dell’utente, pochi per la verità ed alcuni sistematicamente disattesi.
E’ bene poi non dimenticare che proprio la Talete quale gestore del servizio idrico è contrattualmente inadempiente verso tutti gli utenti, nessuno escluso, semplicemente perché l’acqua che arriva nelle case non è potabile.
Non sarà sfuggito certo alla sua attenzione il fatto che con la vicenda arsenico oltretutto non sono più garantiti gli standard di qualità previsti dalla carta dei sevizi che, è bene dirlo con chiarezza non può essere usata a senso unico per la sola difesa delle politiche societarie detta Talete senza il minimo riguardo per i cittadini che, oltretutto sono sempre più vessati dal canone idrico preteso per intero nonostante la non potabilità dell’acqua.
Lei sa bene, caro presidente, che la vicenda arsenico è ormai arrivata alle sue punte più drammatiche ed ha di fatto privato i cittadini della disponibilità di un bene essenziale qual è l’acqua per uso famigliare e domestico.
In questa brutta storia sono enormi le responsabilità della politica ed in particolare di un decennio a questa parte durante il quale abbiamo utilizzato acqua contenete veleno senza che nessuno dei politici, amministratori e gestori del servizio idrico muovesse un solo dito per risolvere un problema che ormai si è trasformato in una vera e propria emergenza non solo sociale ma anche sanitaria.
Come lega consumatori siamo tra quelli convinti che il consumo dell’acqua debba essere pagato, ma siamo altrettanto convinti che ogni bene pubblico ed in primis l’acqua debba essere gestito con una particolare attenzione e con misure concrete a favore degli utenti economicamente più vulnerabili e delle famiglie numerose.
Ecco allora la necessità di ridefinire la modalità di rateizzazione delle bollette basandosi sulle effettive possibilità e capacità di pagamento di ogni singola famiglia.
Inoltre attraverso la modifica della carta dei servizi bisogna riattivare fin da subito la conciliazione per la risoluzione extragiudiziale delle controversie tra Talete e utenti in quanto oggi la conciliazione è presente solo come semplice enunciazione e comunque di fatto non praticabile perché fortemente restrittiva nel suo campo di intervento.
Ribadiamo anche il diritto per le famiglie in difficoltà ad avere un “Bonus anticrisi” sul consumo dell’acqua rapportato alle fasce di reddito del nucleo famigliare.
Per la Talete e per i suoi azionisti è ora il momento di dimostrare la capacità di coniugare l’interesse e la crescita economica nell’azienda con il perseguimento di finalità sociali.
Deviare da questo percorso significherebbe disertare da precise responsabilità politiche e morali.
Giancarlo Di Sorte
Presidente provinciale Lega consumatori
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