– Non sono solita farmi coinvolgere nel gioco del battibecco mediatico ma in questo caso ho il desiderio di rispondere.
Non solo vivo sul lago come sottolineato dalla Allegrini, ma ne conosco perfettamente l’importanza per il nostro territorio e altrettanto puntualmente sono al corrente delle problematiche che lo stanno, speriamo ancora non irrimediabilmente, danneggiando.
Se però non essere sordi nei confronti delle necessità del lago di Bolsena significa sparare titoli per dichiarare alla stampa online per chi si parteggi, certo la ex senatrice con difficoltà troverà mie dichiarazioni.
Questo non significa il disinteresse nei confronti di un problema sul quale più volte mi sono confrontata con i consiglieri regionali e che, forse la senatrice non lo ricorda, non è certo un problema dell’ultima ora.
É utile quindi non dimenticare che le tappe di una escalation che in quest’ultimo periodo si è drammaticamente accentuata vengono da lontano: da anni la gestione Cobalb è deficitaria e certo in questo momento è facile stare dalla parte del lago di Bolsena anche per coloro che fino a questo momento hanno avuto responsabilità dirette di gestione.
Per essere chiari anche durante il mandato della senatrice Allegrini i problemi legati alla depurazione delle acque reflue provenienti dai comuni circumlacuali, erano noti. Il centrodestra ha governato il comune di Bolsena negli ultimi quattordici anni e l’assessore all’Ambiente della Provincia non solo vive sul lago ma sulle rive del bacino si svolgono le attività commerciali di famiglia.
Eppure la sua voce a mezzo stampa si leva adesso che la Regione Lazio è governata da una giunta di centrosinistra che, seppure in condizioni di assoluta emergenza ha dimostrato, nelle persone dei consiglieri Panunzi e Valentini, interessamento e operatività. Fino a qualche mese fa né il sindaco Dottarelli, né l’assessore all’Ambiente della Provincia consideravano così urgenti questi problemi tanto da ritenere di non partecipare alle Commissioni Consiliari appositamente convocate, alle quali avrebbero potuto intervenire a pieno titolo.
Quanto detto non per polemizzare: le polemiche non aiuteranno certamente il lago di Bolsena a ritrovare la propria salute. Per ristabilire però responsabilità sì: chi oggi tuona e chiama in causa tutto il mondo politico deve per primo ammettere le responsabilità pregresse se vuole credibilmente porsi al tavolo dei tanti che stanno cercando, anche in modo non eclatante, soluzioni alle problematiche ambientali del lago.
La mia disponibilità a lavorare anche in sede parlamentare e alla ricerca di soluzioni sia politiche sia tecniche è nota ai consiglieri di minoranza del comune di Bolsena e al circolo del Pd di Bolsena. Entrambi da mesi ormai stanno chiedendo tavoli di confronto (le stesse commissioni consiliari) sia per analizzare le problematiche sia per proporre possibili soluzioni. La politica del centrodestra però in questo caso è sempre la solita: confondere le acque (attività quanto mai appropriata al caso) e tirare tutti in ballo in un’allegra compagnia.
Come sono abituata a fare, sono pronta ad assumere le responsabilità politiche del caso senza smettere il lavoro, volto alla ricerca di soluzioni concrete.
Sarò ben lieta, ad esempio, di poter partecipare a incontri operativi con i sindaci dei comuni lacustri, con la Provincia, la Regione e le associazioni che sono impegnate nella salvaguardia del lago di Bolsena, alla ricerca di soluzioni che, alla stessa stregua delle polemiche, vorranno essere condivise.
Alessandra Terrosi
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