![]() L’ingresso della passeggiata all’Arcionello |
Riceviamo e pubblichiamo – In merito alla situazione posta all’attenzione dei media da Antonello Ricci sul parco dell’Arcionello è necessario porre un punto di chiarezza, al fine di ridurre il livello di strumentalizzazione e di confusione che la vicenda rischia di produrre.
Per quanto riguarda Sel/Viterbo bene comune, abbiamo avviato una verifica per il tramite degli uffici comunali preposti. Contemporaneamente è stata richiesta visione degli atti e della documentazione. Si tratterebbe di un intervento di riqualificazione in parte ricadente nell’area protetta in parte all’esterno del perimetro. Peraltro un procedimento avviato nell’aprile 2012, quindi sostanzialmente riferibile, come istruttoria, alla passata amministrazione.
L’intervento – come probabilmente sarà spiegato nell’ambito dell’interrogazione che dovrebbe essere stata depositata da un consigliere della minoranza – sembra collocato in una zona di Prg per la quale è possibile il recupero delle volumetrie esistenti e quindi la nuova edificazione anche in area protetta.
Su questa interpretazione come gruppo consiliare chiederemo una puntuale verifica, essendosi verificato un caso analogo per la cartiera medievale che era adiacente l’attuale cantiere e che oggi ospita una palazzina. Una caso che da molte delle persone oggi presenti in Sel e Vbc è stato aspramente e chiaramente denunciato in passato.
Non intendiamo derogare né sottovalutare il problema e le conseguenze di una superficiale interpretazione delle norme urbanistiche.
Se nel caso in questione saranno ravvisate irregolarità interverremo nelle sedi preposte.
Quanto al resto delle polemiche sulla assenza di programmazione e di sistemazione e valorizzazione dell’Arcionello, vorremmo ricordare che come lista siamo stati gli unici a voler fare della questione un elemento qualificante e centrale. L’assessore Valeri tra i primi atti ha voluto verificare quanto previsto nell’ambito dei progetti Plus per migliorare e rendere immediatamente esecutivi gli interventi di sistemazione degli accessi e dei sentieri.
Lo stesso Antonello Ricci è stato nostro ospite in più di una occasione. Speriamo che oltre all’indignazione voglia – quest’ultimo – continuare a dare spazio anche al confronto con coloro che hanno avuto pari merito nel successo della “battaglia per l’Arcionello”.
Per quanto riguarda la valorizzazione dell’area, il piano di assetto è uno strumento che occorre portare a compimento in modo funzionale e condiviso.
Occorre un confronto aperto e un piano di lavoro trasparente che verifichi esigenze, diritti e sensibilità, considerando anche la opportunità di creare un sistema integrato per i Monti Cimini che coinvolga tutte le aree protette per una opportuna operazione di rilancio dell’immagine della città e dell’intero comprensorio.
Gruppo Sel e Vbc
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