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Viterbo - Nel consiglio comunale sulla sanità il commissario Asl Macchitella conferma i tempi per chiudere i lavori al corpo A3

Belcolle completato entro novembre 2014

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Consiglio comunale sulla Sanità

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(g.f.) – Un anno per completare Belcolle.

Entro novembre 2014 il corpo A3 dell’ospedale cittadino potrebbe essere completato.

Due annunci sono meglio di uno e stamani il commissario straordinario Asl Luigi Macchitella, durante la seduta consiglio comunale dedicata alla sanità ha ribadito le scadenze: “E’ al lavoro il nucleo di valutazione – dice Macchitella – per dare il via ai lavori entro ottobre.

Da quel momento ci saranno 274 giorni lavorativi, un anno per arrivare alla chiusura dell’ospedale di Belcolle”.

Salvo equivoci, chiusura del cantiere. “Stiamo finendo il piano delle sale operatorie – dice ancora Macchitella – entreranno in funzione una volta completato il corpo A3”.

Una discussione sulla sanità locale, che rischia di essere surreale, come lo stesso commissario fa notare a inizio seduta, perché si discute del nuovo atto aziendale predisposto dalla Asl, solo che la regione ha bloccato l’approvazione degli atti nel Lazio e a tempo indeterminato, per correggere il tiro. Anche se i problemi e le criticità a Viterbo restano.

“Abbiamo strutture non utilizzate perché non a norma – precisa il commissario – per le quali paghiamo l’affitto. Perché sono fuori norma e di proprietà. Le dovremmo alienare o ristrutturare.

Ci costano due milioni e mezzo l’anno in locazioni”.

Fra i punti critici, la gestione dell’emergenza: “Scoordinata e inefficace – spiega Macchitella – spendiamo per avere un primo soccorso a Montefiascone e Ronciglione che ci costa 700mila euro l’anno e con il risultato d’avere visto aumentare i codici bianchi a Belcolle.

Questo perché il personale delle due strutture invece d’intervenire e valutare, dirottano verso Belcolle.

Difficoltà le registriamo sulla rete locale, così come la rete radiologica. Abbiamo un numero consistente di radiologi, ma gran parte sono usati nelle ore notturne, quando con la teleradiologia il lavoro potrebbe essere razionalizzato”.

Ci sono poi i percorsi per i pazienti cronici, i diabetici ad esempio, sono dodicimila: “Abbandonati – continua Macchitella – autogestiti e costretti quando si presentano situazioni di cronicità a rivolgersi all’ospedale.

Se seguiti in modo adeguato, le acutizzazioni si ridurrebbero e si rinvierebbero nel tempo”.

A Viterbo c’è un centro diabetologico che rappresenta un’eccellenza, lo fa notare Simoni (Oltre le Mura).

“E’ un buon centro – replica il commissario Asl – ma non integrato con le altre strutture. Va superato l’isolamento dei singoli servizi, rappresentano un danno per i pazienti”.

Diverse le domande da parte dei consiglieri, dalla carenza del personale infermieristico, per il quale serve una riorganizzazione, i medici, che mancano, ma non in assoluto, in particolare in Emodinamica, Ortopedia e Neurochirurgia.

Durante la seduta è stato sollevato anche il problema degli stipendi ai dipendenti di strutture private accreditate. Non percepiscono mensilità da luglio, Macchitella precisa che i versamenti sono stati effettuati, quindi pagati.

“A noi – spiega Gianmaria Santucci – risulta che il dovuto non l’abbiano percepito. Il commissario ci dice diversamente, cerchiamo di capire”.

Punto che fa parte anche dell’ordine del giorno approvato a fine seduta all’unanimità, mentre da parte del sindaco Michelini, nella sua replica finale è arrivata una raccomandazione: “Non facciamo passare un messaggio sbagliato – osserva il primo cittadino – dicendo che la sanità migliore è quella sotto casa.

Faremmo un pessimo servizio”.

Giuseppe Ferlicca


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8 ottobre, 2013

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