Viterbo – (g.f.) – Una volta è la politica che si mette contro, un’altra la matematica, con i numeri che non ci sono e poi ci sono le questioni tecnico contabili.
Sta di fatto, per una ragione o per un’altra, che l’elezione di Francesco Bigiotti alla presidenza del consiglio provinciale salta di nuovo.
Doveva essere nominato stamani, dopo che la volta scorsa la sua elezione è andata in fumo per un voto, solo dodici, ne servivano tredici, con lo psicodramma che si è consumato all’interno del suo gruppo: Meraviglia è uscito passando a quello misto e Galli gli ha negato il voto.
Tuttavia, in discussione nella seduta di consiglio c’è il bilancio e quando è all’ordine del giorno, deve essere messo al primo punto o come punto unico.
Questa è la norma, anche se lo statuto del consiglio prevede che quando deve essere eletto il presidente, il punto passi prima rispetto agli altri.
“Quando c’è il bilancio – spiegano il presidente dei revisori Folletti – si fa al primo punto o come punto unico. Non vogliamo interferire con la parte politica, ma ci permettiamo di suggerire di passare all’approvazione, perché abbiamo difficoltà di gestione. E’ solo un suggerimento, metterlo al primo punto all’ordine del giorno”.
Circostanza fatta notare giorni fa dallo stesso presidente Meroi, quando l’ordine del giorno era già stato predisposto.
Francesco Bigiotti dissente, ma solo in parte: “Non deve necessariamente essere inserito al primo punto – osserva Bigiotti – abbiamo lo statuto e la legge in vigore che prevedono come il presidente vada eletto prima, ma capisco che c’è un’esigenza e mi rendo disponibile a votarlo”.
Dal Pd Mirco Luzi però fa notare: “A eleggere il presidente ci si mette un minuto – precisa Luzi – per il consiglio è importante avere questa figura”. Dal Pdl il capogruppo Capitoni semplifica: non c’è bisogno di fare in fretta la nomina. Ed effettivamente ha ragione. La presidenza è vacante da luglio.
La verità per Angelelli (Pd) è un’altra: “Le parole di Meroi per difendere l’ente sono al vento, non ha senso tenere in piedi la provincia in questo stato. Il bilancio è una scusa, non avete risolto i vostri problemi. Non so quale sia il vostro problema, è Bigiotti? Trovate un altro nome”.
Mentre per Carai (Pd), senza intesa nella maggioranza, bastava togliere il punto dall’ordine del giorno.
In ogni caso, bilancio o non bilancio, la maggioranza ancora una volta non ha i numeri per eleggere Bigiotti.
Nella minoranza c’è chi preferisce buttarla sulla battuta: “E’ evidente – spiega Alessandro Angelelli (Pd) – che la provincia, ente che va verso l’abolizione, a Viterbo ha deciso di fare un pezzo alla volta. Intanto abolendo il presidente del consiglio”. Piano piano.
Molto ottimista il suo collega di partito, Mirco Luzi: “Il presidente del consiglio non lo eleggeranno mai”.
Le uniche note degne di nota, in una mattinata da buttare a palazzo Gentili.
Pochi consiglieri presenti, tanto in maggioranza, quanto all’opposizione.
Seduta convocata per le dieci, il primo appello è alle undici. A vuoto. Manca il numero legale. Aggiornamento alle 11,30. La discussione inizia quasi a mezzogiorno.
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