Soriano nel Cimino – Riceviamo e pubblichiamo – Chi pensa di confondere i cittadini con la propaganda e le falsità, mistificando quotidianamente la realtà dei fatti, non sarebbe degno neanche di risposte. Ma succede così quando si tenta di miscelare il niente con il nulla.
C’é chi tenta nuovamente di rappresentare una realtà che non esiste, come nella scorsa campagna elettorale. Proviamo a fare un po’ d’ordine.
La maggioranza nell’agosto scorso, in fretta e in furia, approva due delibere:
La numero 57, in cui si evidenzia la manifestazione di interesse per la realizzazione di una centrale a biogas sul nostro territorio, evidenziando altresì che l’unico sito idoneo per la realizzazione della stessa fosse nei pressi della frazione di Sant’Eutizio, successivamente modificato da un atto dirigenziale.
La numero 58, in cui si prospetta la creazione di un consorzio di Comuni per la gestione della centrale. Nota informativa: nessun Comune citato nella delibera del consiglio comunale ha mai voluto aderire, nonostante il sindaco volesse convincerci di tutt’altro.
Più volte, anche in occasione dell’approvazione delle delibere sopra citate, propongo all’amministrazione di consultare la cittadinanza tramite referendum popolare. Proposte sempre rifiutate e snobbate dalla maggioranza.
Passano dei mesi e i cittadini di Soriano esprimono forti perplessità a riguardo, in alcuni casi manifestando in più sedi la loro netta contrarietà alla realizzazione della centrale. Poi, improvvisamente, viene ritirata la delibera della manifestazione di interesse e successivamente quella inerente la realizzazione del consorzio di Comuni per la gestione della centrale.
Nello stesso consiglio, propongo la regolamentazione di eventuali impianti o centrali a biogas sul nostro territorio. Un regolamento elaborato ed approvato dalla consulta per l’ambiente, che scongiurerebbe, quindi, anche il rischio di speculazioni da parte dei privati.
Il comitato referendario consegna tutte le firme raccolte all’amministrazione, prima ancora della revoca della delibera numero 58, quella del consorzio dei Comuni; delibera non secondaria considerando che nella stessa è previsto che sia il consorzio a gestire e realizzare l’impianto.
Si arriva alla presa d’atto del referendum in consiglio comunale. Nella stessa assemblea l’intera maggioranza improvvisamente cambia idea: vuole a tutti i costi il referendum, nonostante abbia revocato entrambe le delibere ed abbia avuto la possibilità di legiferare al riguardo.
Non sentono ragioni. La mia proposta messa nero su bianco non viene neanche presa in considerazione. Una proposta che avrebbe esaurito l’interesse del comitato referendario e avrebbe fatto risparmiare soldi ai cittadini.
Nella proposta depositata in consiglio scrivevo:
“L’amministrazione comunale può realizzare, partecipare e gestire in forma diretta o associata una centrale o un impianto a biogas sul nostro territorio, previa consultazione referendaria”.
Questo sta a significare che il referendum sarebbe stato messo in piedi solo se l’amministrazione avesse riavviato la manifestazione di interesse.
La maggioranza non mette neanche a votazione la proposta, che rimane lì, scritta in delibera, ma senza alcun esito. Questo sarebbe il classico esempio di condivisione tanto sbandierata nei programmi elettorali? Credevo, e credo tutt’ora, che sia inutile fare un referendum nel momento in cui l’amministrazione dichiari di non essere più interessata alla realizzazione dell’impianto.
Non bastasse ciò, ci ritroviamo a leggere sui giornali una serie di sciocchezze, tra cui l’accusa al comitato referendario e ai partiti che lo hanno sostenuto, di aver disorientato e strumentalizzato i cittadini sorianesi. Chi si è dimostrato “disorientato”, con tali volubili prese di posizione è evidentemente la maggioranza.
Insomma, hanno messo in piedi una manifestazione di interesse di circa 50mila euro senza consultare la cittadinanza, promettendo che solo dopo l’approvazione delle delibere avrebbero provveduto alla dovuta e mancata informazione; hanno creato un consorzio di Comuni a cui nessuno ha aderito; hanno costruito un’enorme e costosa scatola vuota a cui solo ora, una volta resi conto dell’irreparabile figuraccia fatta, si affrettano a porre rimedio, e con non poco imbarazzo.
Inoltre, si ostinano ora a voler sostenere una spesa di 20/25mila euro per fare un referendum laddove non ne sussiste più il motivo. Sarebbe stato più logico e conforme all’interesse del paese discutere per una soluzione comune con il comitato dei cittadini.
Contrariamente a quanto dimostrato da voi, il comitato referendario ha dimostrato un profondo senso di responsabilità, ritirando il quesito laddove venivano meno le ragioni per sostenerne la necessità e la spesa.
E’ questo il cambiamento che hanno tanto sbandierato? Spese su spese? Per quali necessità poi? Circa 50mila euro per lo studio di una centrale a biogas; altri 16mila euro per tornelli e videosorveglianza in Comune; ulteriori 46mila euro finalizzati alla pensione integrativa dei vigili urbani; infine, oltre a riempire il paese di indecorosi segnali stradali, anziché “attappare” le buche delle strade, altro proprio non hanno fatto.
Credo sia arrivata l’ora di abbandonare lo spirito puramente elettoralistico e cominciare a risolvere i problemi, cosa che finora hanno accuratamente evitato di fare.
Ciò emerge con evidenza anche durante i nostri consigli comunali, nel corso dei quali, puntualmente, ogni proposta della minoranza viene liquidata con facilità e superficialità.
Cosa dobbiamo ancora aspettarci da chi è abituato a “blindare” iniziative? Alla faccia della trasparenza, del cittadino al centro delle attenzioni e della partecipazione dal basso. I cittadini hanno dimostrato molta più serietà di chi li governa.
Devid Centofanti
Consigliere al Comune di Soriano nel Cimino
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