(p.p.) – “Chiodo è un modello per il rilancio del centro storico”.
L’assessore comunale Alvaro Ricci ricorda quando da giovane si dava appuntamento cogli amici nella gelateria di via Roma per mangiare il gelato di Chiodo. Un appuntamento imperdibile.
Quello dell’artigiano viterbese è per Ricci un esempio che racchiude tradizione e attaccamento al territorio. L’assessore sostiene che grazie a questo impegno Chiodo ha contribuito a rendere migliore la città e in particolare il suo cuore (gallery – video).
“Chiodo è stato un riferimento per la città per almeno tre generazioni – dice Ricci -. Da giovani ci davamo spesso appuntamento nel suo negozio e il suo era il primo gelato che si offriva alla ragazza per corteggiarla”.
E’ da persone come lui che bisogna partire per promuovere il centro storico.”La sua attività racchiude tradizione, attaccamento alla città e valorizzazione delle risorse del territorio. L’esperienza di Chiodo, in qualche maniera, fornisce le direttive per rilanciare il cuore della città”.
A partire dalle origini. “Dobbiamo riscoprire le nostre radici, fortemente assopite dalla globalizzazione, che ci ha reso tutti uguali. La chiave per evitarlo è proprio racchiusa nel centro e nel cuore della città. Chiodo ne è un esempio vivente. E’ stato un innovatore, perché 60 anni fa, ha affrontato una sfida importante, puntando tutto sul caseificio e sul gelato a due gusti. Ha avuto la capacità di organizzare e valorizzare le risorse a disposizione, senza cercare cose strane. Ha usato il latte prodotto in città, le nocciole coltivate nel Viterbese e si è impegnato nell’attività commerciale nel centro storico. Questo è il modello per rilanciare il centro”.
Proprio per il suo contributo alla città, Chiodo va festeggiato. “Come assessore al Centro storico – conclude Ricci – proporrei di andare a piedi a casa di Chiodo, prendendo in prestito la sua filosofia, per fargli gli auguri e ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per Viterbo”.
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