(g.f.) – Timidi segnali di ripresa. Forse.
Aumenta la produzione, crescono gli ordini, soprattutto dai mercati esteri, ma l’occupazione è ancora al palo e per arrivare in fondo al tunnel, la strada è ancora lunga.
L’indagine congiunturale Federlazio riferita ai primi sei mesi del 2013 mette subito in chiaro un elemento: le deboli indicazioni positive ancora non bastano ad alimentare gli investimenti e a trasformarsi in nuovi posti di lavoro.
E se dal governo ci si aspetta molto di più, meno male che c’è Zingaretti. “Facciamo un plauso al presidente della regione – spiega il presidente Federlazio Orsolini – per avere cominciato a sbloccare parte dei debiti dovuti alla pubblica amministrazione e alle imprese e i fondi europei.
Gli imprenditori ci stanno mettendo del loro, ma a livello governativo non si vede progettazione, solo gestione dell’emergenza”.
A livello locale è cambiata l’amministrazione nel capoluogo. Governa il centrosinistra allargato, c’è Michelini e c’è pure un assessore alla Sviluppo economico che viene dal mondo dell’associazionismo: Antonio Delli Iaconi. Ma per ora grossi cambiamenti rispetto al passato non se ne vedono. “Si deve dare un’accelerata”. Risposta a secco del direttore Giuseppe Crea e il presidente sottoscrive.
“Hanno cominciato prima di santa Rosa, a luglio, noi ancora stiamo aspettando. L’accelerata la devono dare, noi non faremo sconti a nessuno. Fra l’altro, noi abbiamo contestato la nomina dell’assessore allo Sviluppo economico, non Delli Iaconi in quanto tale, piuttosto per il metodo.
Se si sceglie una persona dal mondo delle associazioni, sediamoci a un tavolo, anche noi abbiamo nomi e posizioni da vagliare.
Ho letto, comunque, che entro sei mesi qualcosa si muoverà per le ex terme Inps. Mi segno la data”.
Sul fronte dell’indagine: “Le imprese reggono grazie all’export – osserva Crea – la produzione aumenta del 13% e passano dal 20 al 33,1% le imprese che rispondendo al nostro questionario hanno registrato una sostanziale tenuta della produzione rispetto al semestre precedente. Sale del 27,3% la domanda, con il 14,3% d’aziende che segnalano una crescita basata sugli ordinativi interni.
Ma rispetto a sei mesi fa, chi dichiarava una sostanziale stabilità cala dal 37,5 al 21,4%”.
Aumenta del 57,1% il novero delle imprese che segnalano un incremento dell’export e nessuna ha dichiarato perdite di mercato nell’Unione europea.
Cresce il numero d’imprenditori che dichiara un aumento del fatturato, dall’8,3 al 18,8%, ma cala nel campione chi registra una stabilità.
Nessun segnale positivo, invece, sul fronte lavoro. Crescono del 5,3% le imprese che dichiarano un incremento nell’organico, ma quelli che dichiarano una stabilità nel numero di dipendenti scende dal 66,7 al 52,6% e sale dell’8,8% chi dichiara una riduzione nel numero degli occupati.
Il 32% degli intervistati ha fatto ricorso alla cassa integrazione, di cui 56,1% quella ordinaria, il 7,3% quella straordinaria e il 36,6% quella in deroga.
Le imprese investono di meno e in questi ultimi sei mesi, il problema principale riscontrato riguarda il ritardo nei pagamenti da clienti privati, seguito dall’insufficienza della domanda e ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni.
Basta parlare di crisi è la parola d’ordine del presidente Orsolini: “”Voglio vedere non il bicchiere, ma la damigiana piena – osserva Orsolini – qualcosa sembra che si stia muovendo, anche se è ancora poco.
La crisi negli ultimi mesi sembra che stia fermando la sua corsa, anche dopo giugno, qualcosa si sta muovendo. Occorre il sostegno del governo, che dia respiro alle imprese.
La pressione fiscale è a livelli devastanti. Settori trainanti a Viterbo come l’edilizia avrebbero bisogno di sostegno. Studiamo, ad esempio il modo di non far pagare tasse a chi acquista per cinque anni”.
Per smuovere qualcosa, Federlazio organizza il 21 ottobre alle 17, “Opportunità business”. Nella nostra sede – anticipa Crea – illustreremo un sistema per sviluppare modelli di business innovativi in rete fra loro imprese. Piccolo è bello, ma occorre a volte unirsi e fare sistema”.
Giuseppe Ferlicca
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