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Viterbo - Incontro Cgil sul lavoro con il segretario nazionale Spi Carla Cantone - Per il segretario Miranda Perinelli è ancora emergenza lavoro nella Tuscia

“La ripresa che qualcuno vede noi non la vediamo”

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L'incontro Cgil

L’incontro Cgil

Claudio Di Berardino

Claudio Di Berardino

Miranda Perinelli

Miranda Perinelli

Carla Cantone

Carla Cantone

Marcello Meroi

Marcello Meroi

L'incontro Cgil

L’incontro Cgil

L'incontro Cgil

L’incontro Cgil

(g.f.) – “La ripresa che qualcuno vede noi non la vediamo”.

Nella sua relazione, Miranda Perinelli, segretario provinciale Cgil è chiara: Viterbo è ancora dentro il tunnel e il lavoro continua a essere un’emergenza per il territorio.

Per questo, nella sala conferenze della provincia stamani si è discusso di un “Piano del lavoro per un welfare inclusivo”.

Serve un progetto di sviluppo, ma nell’immediato anche un sostegno al lavoro: “Occorrono atti concreti, un’attenzione diversa per sviluppare occupazione – spiega Perinelli – e nel frattempo vanno confermati gli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione in deroga è stata prorogata fino a ottobre, bisogna arrivare al 31 dicembre. Anche se questa non è la soluzione ai problemi e lo sappiamo, al momento non ci sono altre possibilità.

L’economia nella Tuscia non è ancora in grado di assorbire lavoratori e la situazione è critica all’Inps. Ci sono casse integrazioni non pagate da sei, sette mesi”.

All’incontro in provincia, Carla Cantone, segretaria nazionale Spi – Cgil, mentre a moderare, il segretario provinciale Pensionati. Giovan Battista Martinelli. Al tavolo anche Paolo Ornelli della segreteria assessorato alle Attività produttive della regione e Claudio di Berardino, segretario generale Cgil Roma e Lazio. Ospiti, il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e il presidente della provincia Marcello Meroi.

“Il governo sta lavorando a una manovra economica – sottolinea Miranda Perinelli – che noi vogliamo più equa, per questo abbiamo deciso quattro ore di sciopero. Nel frattempo arriveranno maggiori indicazioni, vedremo se sarà migliorata e a quel punto decideremo se continuare o meno la mobilitazione”.

Rilancio di agricoltura, turismo, infrastrutture, sostegno al distretto industriale di Civita Castellana, fra le priorità individuate dalla Cgil. “Dobbiamo fare leva sulle ricchezze del nostro territorio – osserva Perinelli – la carenza d’infrastrutture materiali e immateriali è cronica, il nostro patrimonio è da valorizzare.

Puntiamo sull’asse Orte – Civitavecchia, porto e interporto”.

Finora i lavori al corridoio tirrenico hanno avuto impatto quasi zero nell’economia locale: “Nonostante il protocollo fra comuni e provincia, con l’impegno ad assumere lavoratori del territorio e imprese locali, alla fine Sat ha inserito una sola impresa e sei lavoratori, nonostante si fossero aggregate in consorzio.

Dobbiamo lavorare come fa la Toscana, dove chiede conto a chi appalta, facendo in modo che il 30% delle imprese siano del posto”.

Intanto a Civita Castellana in cinque anni la forza lavoro si è dimezzata, da cinquemila a 2800”.

Se Viterbo piange, la regione non ride: “Abbiamo perso centomila posti di lavoro – osserva Di Bernardino – e non parlo di cassa integrati, ma di persone uscite dal circuito lavorativo.

Il Lazio ha vissuto tre crisi e ci auguriamo che i grandi gruppi tengano, mi riferisco ad Alitalia, le cui ripercussioni sul fronte lavoro non si fermano certo a Fiumicino, ma anche Telecom, Eni, Enel e Finmeccanica”.

Il sindaco Michelini punta su un nuovo dialogo con la regione, il cui primo risultato è stato il passaggio al comune della proprietà per le ex terme Inps, così da far partire al più presto un piano di recupero: “Cercheremo di attivarci in poco tempo – osserva Michelini – da quella struttura possono derivare fino a ottanta posti di lavoro”.

Dal canto suo il presidente della provincia Marcello Meroi non può fare a meno di notare come da troppi anni si parli sempre delle stesse cose “I programmi di quindici anni fa – precisa Meroi – se li tirassimo fuori, sarebbero gli stessi di oggi, perché poco è stato fatto. Il territorio è stato penalizzato da errori del passato e forse anche del presente.

Non siamo riusciti a fare sistema. Parliamo di completare la Trasversale. Un anno e mezzo fa la provincia ha proposto un tracciato alternativo a quello ufficiale, dal costo proibitivo di 840 milioni di euro, cinquanta a chilometro. Improponibile.

A Civita Castellana, ai 139 lavoratori che rischiano il posto ho portato la mia solidarietà e spero anche qualcosa in più, a Viterbo ci sono i 38 lavoratori Esattorie di cui non si parla più.

Dobbiamo metterci attorno a un tavolo e insieme prospettare possibili vie d’uscita”.

Ma la provincia è un ente a tempo: “A chi dice che tagliando gli enti si risparmia, rispondo che dice il falso. Trasferire le competenze alle regioni costerà il 5 per cento in più rispetto a oggi. Lo dice la Bocconi.

A discapito dei cittadini. Oggi il nodo da sciogliere è uno: questo è un paese che impone norme, ad esempio per l’edilizia scolastica, ma poi manca la copertura economica.

Le scuole vanno tenute in regola, ma i soldi non ci sono. La sicurezza stradale va garantita, ma le casse dell’Astral sono vuote.

Decidano: o le province si finanziano o si chiudono. Noi abbiamo stipulato un mutuo da sette milioni di euro per la manutenzione della viabilità provinciale.

Come ente avevamo sessanta lavoratori interinali, utilizzati per servizi al cittadino, con fondi europei che da sedici mesi non riceviamo più.

Va ridata dignità al lavoro, anche quello pubblico, che ha la stessa dignità di quello privato”.

Giuseppe Ferlicca


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23 ottobre, 2013

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