Riceviamo e pubblichiamo – Lo scorso anno il Comune di Orte ha eliminato il contributo ai buoni pasto del servizio mensa (passando da 3,30 a 4,30) e raddoppiato il costo mensile del pulmino (da 10,00 a 20,00) a causa della scarsità dei fondi. Peccato che le comunicazioni non siano avvenute volontariamente dall’Amministrazione ma solo dietro sollecitazione dei cittadini. Questo ha determinato una vera e propria rivolta sfociata, da parte di molti genitori, nel rifiutare il servizio mensa e provvedere autonomamente ai pasti dei figli. Quest’anno si ripete la stessa storia.
L’amministrazione ha deciso di spostare la cucina dove si preparano i pasti per la mensa di 2 scuole elementari, 2 materne ed 1 media (oltre 500 bambini) per ottimizzare l’uso della scuola materna di Orte Scalo (dove era ubicata la cucina).
Purtroppo i lavori non sono stati fatti iniziare in estate, quando la scuola era chiusa, bensì nel mese di settembre. Come capita spesso in queste circostanze, ci sono stati dei problemi legati ai permessi, alla tempistica dei lavori.
Capita quando facciamo i lavori in casa, figuriamoci se non può capitare nello spostare una cucina professionale in cui sono richieste autorizzazioni dalla Asl, ai Vigili del Fuoco, etc etc.
Purtroppo, nuovamente, è mancata la comunicazione ai cittadini, è mancato il rispetto nei confronti di chi ha delegato queste persone alla gestione del Comune.
Nessuno ha pensato di avvisare l’utenza del servizio mensa che la la stessa non sarebbe iniziata ai primi di ottobre, come tutti gli anni, e che in definitiva, non si sa bene quando potrà iniziare. E’ stata solo dietro sollecitazione di una parte dei genitori che si è ottenuto un incontro, sabato 5 ottobre, in cui sono stati aggiornati dello stato delle cose.
Un danno enorme, enorme per la credibilità dell’amministrazione stessa ed enorme per i cittadini e per gli studenti che, nel caso della scuola elementare e media di Orte (che usufruiscono del tempo pieno), stanno perdendo numerose ore di lezione, anche se la dirigenza della scuola sta cercando di tamponare la questione aprendo anche il sabato (in caso di tempo pieno, cioè di 5 giorni di rientri pomeridiani dei bambini, non succede).
Sarebbe necessario che l’amministrazione si organizzasse per dare delle risposte concrete ai cittadini, non solo perché a primavera ci saranno le elezioni comunali, ma perché ci si deve ricordare che gli amministratori sono eletti, e quindi delegati, per gestire la cosa pubblica in nome e per conto dei cittadini.
Monica Ranieri
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