– ”Andrea Egidi va valutato per il suo lavoro, non per l’etichetta che gli si affibbia. Non facciamoci solo condizionare dalle dinamiche nazionali: questo gruppo dirigente ha fatto bene e deve avere la possibilità di proseguire il lavoro. In questi tre anni, intorno al suo impegno, si è realizzata la gestione unitaria della federazione”.
Così Alessandro Mazzoli, deputato del Partito democratico, ha pubblicamente espresso il suo sostegno per la riconferma di Egidi alla guida del Pd provinciale, nellambito del lancio della sua candidatura, avvenuto ieri a Viterbo alla presenza delleurodeputato del Pd, Roberto Gualtieri.
“Abbiamo fatto bene ha detto Mazzoli – ad anticipare i congressi di circolo e di federazione rispetto a quello nazionale e a quelli regionali. Questa scelta ci consente di rendere il dibattito sugli organismi dirigenti più libero dalle dinamiche nazionali. Una libertà che dobbiamo prenderci tutta: abbiamo la possibilità di discutere il merito di ciò che è accaduto, ovvero una proposta di candidatura a partire dallesperienza uscente che ci offre un bilancio positivo.
Alle ultime amministrative, il bilancio complessivo è molto buono. Dopo il successo storico di Viterbo, siamo forza maggiore in tutti i consessi provinciali in cui si riuniscono i sindaci. Dovremo discutere di come utilizzare questa forza che il Pd ha conquistato.
Spero ha aggiunto – che molti dei nostri elettori colgano davvero lopportunità di questo congresso. Discutiamo delle alternative, poi i nostri iscritti valuteranno. Ma sulla base dei fatti e dei risultati raggiunti. E la sostanza della proposta politica di Andrea Egidi e delle persone che lo hanno aiutato e lo stanno aiutando”.
Quindi, un passaggio sulla situazione nazionale.
“Al centro del congresso intendiamo mettere il Paese e la crisi che stiamo vivendo. Il senso di responsabilità che il Pd ha dimostrato sinora non significa rassegnazione alle larghe intese. Ora dobbiamo capire cosa dovrà essere il Pd in un panorama politico che cambia e in cui nel centrodestra ormai si discute apertamente del dopo Berlusconi. Il congresso nazionale eleggerà un segretario e non un candidato premier. E – ha concluso – abbiamo bisogno di un segretario nazionale che si occupi esclusivamente del partito e non uno part-time”.
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