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Salute - Viterbo - Francesco Pennacchini, figlio di un malato, racconta il travaglio e la sofferenza di una famiglia

“Sla, non servono né soldi né chiacchiere ma le staminali”

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Francesco Pennacchini con suo padre Adelio, malato di Sla

Francesco Pennacchini con suo padre Adelio, malato di Sla

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo queste poche parole per unirmi allo sdegno che oggi c’è nei confronti di chi come me, familiare di un parente affetto da Sla (sclerosi laterale amiotrofica) prova nei confronti di chi non vuole capire quanto queste staminali possano dare, sia anche solo come un semplice aiuto psicologico ai malati.

Ormai nella tv italiana non si parla di altro. Il programma televiso “Le Iene” porta avanti da tempo questa lotta senza ancora nessun risultato, e noi?

Noi semplici cittadini cosa possiamo fare? Assolutamente nulla.

Giro infinito di chiamate, di ospedali, ma nessuna risposta. Niente. Quindi io, militare dell’esercito italiano impegnato sei volte in Afghanistan a tutela del cittadino, servitore dello stato, mi trovo solo porte in faccia. Non trovo aiuti.

Mio padre, Adelio Pennacchini, 40 anni in polizia di stato, ex comandante del nucleo polizia postale, cosa si ritrova? Nulla, porte in faccia.

Non è possibile continuare così. E’ ora che qualcuno dia una mano a chi come me, ma sopratutto come mio padre, è affetto da questa grave malattia e vuole essere aiutato.

Non sono i soldi a servire, ma dottori e staminali, non chiacchiere. Non ne posso più di vedere mio padre nello stato in cui si trova e non essere aiutato da nessuno. Per questo scrivo a voi, per smuovere qualcosa, perché questa lettera arrivi anche al nostro sindaco di Viterbo.

Che faccia qualcosa per aiutare queste persone. Non si possono lasciar morire così.

Mio padre ha servito per anni lo stato, oggi lo stato deve servire lui. Lo stato glielo deve, dandogli la possibilità di utilizzare le staminali o comunque le cure giuste e necessarie.

Un caloroso saluto a chi come me continua la sua battaglia e a chi leggendo queste due righe aiuterà la nostra lotta.

Francesco Pennacchini


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31 ottobre, 2013

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